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di Liana Milella

La Repubblica, 23 marzo 2023

Gli emendamenti della meloniana Carolina Varchi stravolgono il testo approvato nella scorsa legislatura a Montecitorio e oggi riproposto dai Dem. Forza Italia ritira le modifiche e si accoda a FdI. Oggi lo show down in commissione. Lunedì il testo va in aula.

“Mai più bambini in carcere” era lo slogan, ma Fratelli d’Italia sta facendo di tutto non solo per far rimanere dentro quelli che già ci sono - ben 24 con 21 madri al 23 febbraio, secondo le statistiche di via Arenula - ma anche per mandarcene di nuovi. Il Pd sale sulle barricate, oggi ci sarà lo show down in commissione Giustizia alla Camera, ma ormai la maggioranza ha votato gli emendamenti restrittivi rispetto al testo già approvato a Montecitorio ad aprile dell’anno scorso.

I meloniani non si smentiscono mai. E anche se il presidente della commissione Giustizia Ciro Maschio di FdI vanta il prossimo arrivo in aula - lunedì 27 marzo - della legge sulle detenute madri, in realtà non c’è nulla di cui gioire, salvo che la maggioranza non ammetta la realtà, e cioè una decisione controcorrente e un errore storico rispetto a quello che qualsiasi giurista sostiene, e cioè che un bimbo non può nascere in carcere e non può restarci appena nato subendo una pena che non ha meritato.

Ma tant’è. Sono proprio gli emendamenti della meloniana Carolina Varchi - avvocata, vice sindaca di Palermo, la città dov’è nata - a stravolgere la proposta di legge, in quota opposizione, firmata dalla capogruppo del Pd Debora Serracchiani. Ovviamente il Pd protesta e Alessandro Zan dichiara che le modifiche introdotte “peggiorano non solo il provvedimento, ma anche la legge attualmente in vigore che noi invece volevamo migliorare”.

Stiamo parlando dunque di un netto passo indietro. Non solo rispetto alla legge attualmente in vigore, quella approvata nel 2011, per cui le detenute madri scontano la pena con i loro figli negli Icam, gli istituti “a custodia attenuata” che furono istituiti proprio a seguiti di quella legge. Ma - come denuncia il Pd - in presenza di una recidiva la donna incinta o con un figlio piccolo che ha ottenuto di non andare in carcere verrebbe di nuovo messa a scontare la pena negli Icam. Senza neppure consentire che a decidere sia il magistrato di sorveglianza.

Ma non basta ancora. Perché mentre la legge in vigore prevede la possibilità di differire la pena, cioè di rinviarla se la donna è incinta oppure se ha un figlio molto piccolo, con gli emendamenti Varchi tutto questo sparisce e - come dice Zan - “il differimento della pena verrebbe abolito e le donne dovrebbero andare in carcere, “una cosa per noi inaccettabile”.

Ma guardiamo le statistiche di via Arenula ferme al 23 febbraio, da cui risulta che sono 21 le detenute madri con 24 figli al seguito recluse. Nove si trovano in Campania con 11 figli, due nel Lazio con due figli, cinque in Lombardia con cinque figli, due in Piemonte con due figli. E ancora ci sono una madre in Puglia con un figlio, una in Umbria con un figlio, una in Veneto con due figli. Ma rivediamo il film di questa ennesima stretta del centrodestra sui diritti minimi delle donne. Il Pd si batte in commissione per il testo Serracchiani, che vede anche il pieno appoggio di Enrico Costa di Azione, che aveva presentato lo stesso testo. Il Pd è convinto che non possano insorgere problemi, anche perché l’anno scorso la Camera ha già approvato lo stesso testo che adesso è diventato un punto di forza dei Dem.

Invece ecco la sorpresa. Un mese fa Carolina Varchi, che è la relatrice del provvedimento, presenta una serie di emendamenti molto restrittivi che di fatto annullano lo spirito stesso della legge. Forza Italia, con Tommaso Calderone, presenta all’opposto modifiche che ampliano le maglie del provvedimento in senso garantista. Ma di fronte alla stretta di Varchi, Calderone fa un passo indietro e ritira i suoi.

Venti giorni fa il Pd protesta e dice chiaramente che non accetta modifiche al testo che rappresentano una marcia indietro rispetto a quello già approvato in aula. Con gli emendamenti Varchi - di fatto - la proposta del Pd viene svuotata, viene colpito al cuore lo spirito stesso della proposta. Carolina Varchi riformula i suoi emendamenti, ma la stretta resta tutta, madri di nuovo in carcere soprattutto in caso di recidiva. A questo punto, ieri, il Pd vota contro perché la legge viene di fatto affossata. Al punto che mentre oggi, per una donna incinta o con un figlio piccolo è possibile il differimento della pena, con la proposta Varchi la donna e suoi figlio finiscono subito in carcere a scontarla. Oggi siamo alla stretta finale e il Pd si appresta, se la situazione non cambia, a non votare il mandato al relatore. Come dice il capogruppo del Pd Federico Gianassi “non possiamo portare in aula un provvedimento peggiore di quello che regola la situazione attuale”.