di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 20 novembre 2024
Nel 2022, ultimo dato disponibile, l’Istat certifica che il 92,7% degli italiani uccisi è ucciso da italiani e tra le donne italiane assassinate da italiani questa quota sale al 93,9%. “Tra il 2013 e il 2022 sono 201 le donne straniere conteggiate come vittime di femminicidio in Italia: di queste, oltre la metà (102) sono state uccise da uomini italiani”. Basterebbero queste righe, dal libro che sta scrivendo Emanuela Valente fondatrice del primo sito che ha preso nota di tutti i femminicidi (inquantodonna.it) per capire quanto sia velenosa l’insinuazione del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sull’aumento dei femminicidi causato “anche da forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da una immigrazione illegale”.
Per iniziare: a dispetto degli immigrati, gli omicidi complessivi (inclusi i femminicidi) sono da anni (evviva!) in calo costante e cioè meno della metà rispetto al 2004 e meno di un quinto rispetto al 1990 salvo un lieve rimbalzo da 325 a 330 nel 2023. Ma i veri e propri femminicidi all’interno della coppia (il 92,7% delle donne uccise in Italia è vittima d’un uomo, nella stragrande maggioranza dei casi il marito, il fidanzato, il compagno o ex...) calano meno rispetto agli omicidi complessivi. Questo è il vero problema.
Attribuire ciò agli stranieri, però, è una forzatura: nel 2022, ultimo dato disponibile, l’Istat certifica che il 92,7% degli italiani uccisi è ucciso da italiani e tra le donne italiane assassinate da italiani questa quota sale al 93,9%. Il resto è frattaglia propagandistica. Basata su “percezioni”.
Quanto valgano queste percezioni, però, Valditara potrebbe chiederlo ad Alfredo Mantovano che anni fa spiegò che stando all’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto della Corte d’appello di Lecce (province di Lecce, Brindisi e Taranto) “dal 1 luglio ‘90 al 30 giugno ‘91 c’erano stati 149 omicidi” poi scesi secondo “la stessa identica relazione” dal 1 luglio 2007 al 30 giugno 2008” a 13 omicidi. “Eppure, pare impossibile, la gente non ha mai percepito tanta insicurezza come ora”. Mai fidarsi, delle chiacchiere al bar. Compito della buona politica, come giustamente esortava a fare quello che oggi è il braccio destro di Giorgia Meloni, non è cavalcare le “percezioni” ma governare con saggezza e buonsenso. Tanto più se, come ha accertato Emanuela Valente sui dati ufficiali, gli stranieri autori di femminicidi negli ultimi anni non erano clandestini ma “quasi tutti residenti in Italia da anni e produttivi in termini di lavoro”. Tra loro due ingegneri, un docente universitario, un militare statunitense, un manager della Nestlé, un prete…











