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di Paolo Coccorese

Corriere di Torino, 4 ottobre 2024

No Tav, attivisti per la casa e per i diritti degli stranieri, ambientalisti insieme contro il disegno di legge del governo. Sul palco e nella platea del circolo Arci Kontiki si mischiano le anime dei movimenti. Ci sono i Fridays for Future padroni di casa, a braccetto con i “cugini” di Extinction Rebellion, i militanti antifascisti in ateneo, i No Tav, chi lotta contro gli sfratti e chi per i diritti dei migranti e dei carcerati. “Uniamoci. Mettiamo insieme tutti quelli che sono contro questo ddl sicurezza. Senza divisioni, anche perché, tra i banchi dell’opposizione a Roma, non tutti si opporranno alla sua approvazione”, spiega Carlo, portavoce dei “ragazzi di Greta”, lanciando uno sguardo di intesa con i due consiglieri comunali di Avs arrivati in via Cigliano per prendere parte a una delle prime iniziative contro il disegno di legge del governo Meloni.

È da tempo che, lontano dai partiti, si lavora per unire le realtà che fanno politica con presidi, cortei e azioni di protesta. Ma dopo gli avvicinamenti coincisi con le mobilitazioni per fermare la guerra di Gaza, adesso ad accelerare questo processo è, paradossalmente, la proposta di norme nate per mettere un freno a certe forme di dissenso. “Il ddl restringe lo spazio democratico. È l’ultimo atto di una serie di iniziative legislative che, dal decreto Pisanu al pacchetto Minniti, vuole eliminare il conflitto sociale”, denuncia Alessandra Algostino, giurista dell’università di Torino, da anni in prima fila nelle proteste, tanto da subire le manganellate quando ha cercato il dialogo tra collettivi e agenti durante un corteo.

Il disegno di legge, in estrema sintesi, introduce venti nuovi reati, rendendo più severe le sanzioni. I blocchi stradali diventano reati con pene fino a due anni di reclusione, si mettono nel mirino le proteste pacifiche, in particolare quelle contro le grandi opere e si calca la mano contro chi protesta in carcere o nelle strutture di accoglienza (non solo i Cpr). “Tutti i movimenti devono porsi un problema di alfabetizzazione giuridica dei per valutare costi e benefici delle azioni. Per questo, si organizzino degli incontri per spiegare i rischi di alcune azioni, considerato che negli interstizi delle norme rimane la possibilità di sfuggire alle pene”, propone Claudio Novaro, “avvocato dei movimenti”. Da cosa partire lo dicono i Fridays for Future: “Davanti a questa deriva antidemocratica introdotta dal ddl sicurezza, tutti i movimenti non violenti devono porre ancora più attenzione nel denunciare gli abusi delle forze dell’ordine, anche dal punto di vista mediatico. Per esempio, diventa necessario filmare ogni momento delle proteste”.