Il Resto del Carlino, 11 marzo 2022
Ripartono le attività e le visite dall’esterno dopo due anni di pandemia in cui almeno si sono evitati contagi. Il carcere al tempo del Covid ha recluso le persone due volte, per scontare la pena e per evitare il contagio. Sono riprese dopo due anni di emergenza le attività trattamentali, per mesi non è stato possibile organizzare corsi di formazione, incontri in presenza, i detenuti non potevano abbracciare le persone care. Il risultato è stato che si sono evitati focolai, nessuno è stato contagiato, oggi si vede una nuova normalità.
La direttrice del carcere di Fermo, Daniela Valentini, insieme con la comandante della polizia penitenziaria, Loredana Napoli, hanno annunciato la ripresa delle attività del giornale dei detenuti, ‘L’Altra chiave news’, e la riapertura all’esterno. Il progetto di integrazione e di supporto alle persone detenute, di cui fa parte anche il giornale, è gestito dell’Ambito sociale XIX con il sostegno della Regione Marche, il supporto della Caritas e dei servizi sociali del Comune.
“Oggi abbiamo 59 detenuti - spiega Napoli -, siamo in sovraffollamento rispetto alla capienza di 45 persone, una persona è in semilibertà e tre ci andranno a breve Questo è dovuto al blocco di trasferimenti per lo stato di emergenza che dovrebbe finire il 31 marzo”. Gli agenti sono 46, sotto organico l’area trattamentale, due anni fa il pensionamento di Nicola Arbusti che non è mai stato sostituito e c’è un educatore da Ascoli una volta a settimana.
Il garante dei detenuti, Giancarlo Giulianelli, si è confrontato spesso col sindaco Paolo Calcinaro, per provare a capire come si può immaginare una nuova struttura carceraria fuori dal centro abitato o una seconda struttura d’appoggio all’ex convento: “Sono idee su cui si può ragionare, spiega il sindaco, ci sono fondi e possibilità, bisogna farsi trovare pronti coi progetti. Intanto sosteniamo quello che si fa a Fermo per costruire una serie di possibilità per le persone detenute che sapranno riprendere in mano la loro vita, ho seguito il progetto ‘L’altra chiave’ quando ero assessore ai servizi sociali, oggi sono lieto di salutare questa ripresa”.
Giulianelli segue con attenzione le attività e le difficoltà del carcere: “Sappiamo della carenza di personale nell’area trattamentale, degli spazi ridotti di una struttura che è stata un convento. Il mio impegno è quello di farmi da mediatore per trovare risorse, per supportare progetti come quello del giornale. A breve vorrei attivare anche a Fermo uno sportello informativo, gestito dal volontariato, per offrire un punto di riferimento a chi ha bisogno di supporto burocratico, pratico.
Progettualità che danno un senso all’articolo 27 della Costituzione che chiede la rieducazione del reo”. La direttrice Valentini parla di un piccolo miracolo, quello di riaprirsi all’esterno dopo la paura del Covid: “Abbiamo tenuto tutti fuori per 2 anni, nessun contagio tra i detenuti, ma questo ha avuto un costo molto alto, si potevano avere colloqui solo su skype, qualche telefonata in più e incontri con la separazione di un vetro. Il giornale che pubblichiamo di nuovo è un primo momento di normalità”.










