di Fabio Castori
Il Resto del Carlino, 14 luglio 2024
“Non presenta, se mai ne abbia avute, le caratteristiche che dovrebbe avere un istituto penitenziario”. Il tempo peggiore per il mondo del carcere è proprio l’estate, i giorni che si allungano, gli spazi che non bastano, il caldo e il sovraffollamento. Nelle Marche quella di Fermo è una delle situazioni peggiori, per una casa di reclusione che ha una struttura del tutto inadeguata e lo ribadisce Giancarlo Giulianelli, garante regionale dei diritti, che da tempo parla della necessità di ricostruire una nuova struttura altrove: “Su questo insisto ancora una volta, non può più essere allocato in una struttura che attualmente non presenta, se mai ne abbia avute, le caratteristiche che dovrebbe avere un istituto penitenziario. Il tutto porta alla mancanza di spazi comuni e utili per le attività trattamentali, a luoghi che possano essere vivibili e realmente rieducativi”. Il garante ha girato tutti le carceri delle Marche e ovunque parla di una situazione problematica: “Non possiamo abbassare la guardia. Al di là delle problematiche più volte evidenziate, occorre capire cosa realmente accade in carcere, quali son i vuoti da riempire, come le attività trattamentali possano contribuire ad alleviare alcuni disagi e contemporaneamente delineare le prospettive per il futuro. Oggi servono interventi sostanziosi, prosegue Giulianelli, se non radicali. Ce lo evidenziano i detenuti, ma è un problema ormai appurato da anni. Celle fatiscenti, spazi ristretti, situazione che diventa ancor più invivibile quando perdura il sovraffollamento e va ad acuirsi durante l’estate”.
Per Giulianelli i problemi sanitari sono pressanti per tutti e serve urgentemente un maggior sostegno psicologico, una vicinanza concreta che contribuisca a smussare gli angoli delle fragilità più consistenti: “Fornire aiuto oggi a chi sconta la sua pena vuol dire anche che il futuro ritorno nella società potrà presentarsi meno traumatico e non insidiato da eventuali recidive”. I numeri marchigiani parlano di 913 detenuti (282 stranieri e 19 donne) per una capienza di 837 unità ospitati nei sei istituti marchigiani, al 30 giugno: “Da tener conto, come sempre, della minor presenza in quello di Fossombrone dovuta ai lavori di ristrutturazione di un’ala dell’edificio.
Nel complesso attualmente risultano 739 detenuti con condanna definitiva, 98 in attesa di primo giudizio, 42 appellanti, 25 ricorrenti e 44 in semilibertà. A Montacuto le presenze sono pari a 327 unità (112 stranieri) su una capienza regolamentare di 256. A Barcaglione 94 detenuti (36) su 100 posti disponibili. Per quanto riguarda Marino del Tronto di Ascoli Piceno i detenuti sono 118 (29) su 103; a Fermo 48 (13) su 43; a Villa Fastiggi di Pesaro 237 (90 stranieri e 19 donne) su una capienza di 153. Infine, Fossombrone con 89 detenuti di cui 2 stranieri per 182 posti disponibili.









