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di Federico Malavasi

Il Resto del Carlino, 14 giugno 2024

“Le carceri vanno svuotate, non riempite”. La maratona oratoria della Camera penale sul tema delle difficili condizioni in cui versano le case circondariali arriva a 48 ore dall’ennesima tragedia in cella. Il suicidio di un collaboratore di giustizia di 56 anni tra le mura dell’Arginone rende dunque ancora più attuali le parole e gli allarmi lanciati ieri mattina sotto il Volto del Cavallo. “Noi magistrati - esordisce il presidente del tribunale Stefano Scati - dovremmo andare a visitare le carceri. È fondamentale per chi svolge il nostro lavoro vedere le condizioni in cui vivono le persone le cui pene sono state stabilite da noi”. Secondo Scati, le celle andrebbero “svuotate”. Invece vengono “sempre più riempite”. Il presidente del tribunale conclude con un pensiero al detenuto suicida, sottolineando che “qualcosa va fatto”.

Il microfono passa poi all’arcivescovo Gian Carlo Perego che ha definito il carcere un “non luogo”. Il prelato ricorda come la Chiesa estense stia ultimando “una struttura da dodici persone dedicata a chi una casa non ce l’ha”, per poi focalizzare l’attenzione sul problema delle cure tra le mura dei penitenziari. Cure, analizza Perego, “che a volte mancano, soprattutto per chi presenta disagio mentale o tossicodipendenza. E questa carenza può portare ai suicidi”. In chiusura, l’arcivescovo lancia un appello: “L’Arginone non è un luogo al di fuori della città, ma deve farne parte”.

Ad arrivare al cuore del problema carcere è l’avvocato Alessandra Palma, già presidente della Camera penale ferrarese e tesoriere dell’Unione Camere penali italiane. “Non c’è più tempo - scandisce al fianco dell’attuale presidente Cecilia Bandiera, che porta simbolicamente un paio di manette strette a un polso -. Serve una rapida assunzione di responsabilità per porre fine alla grave situazione di degrado delle carceri”.

Poi i numeri: settanta suicidi nel 2023, quaranta solo nei primi sei mesi del 2024. L’ultimo proprio a Ferrara. “Significa - analizza Palma - un suicidio ogni tre giorni e mezzo. È evidente che in questo trend ha un ruolo il peggioramento della situazione delle carceri. Celle ammuffite, senza acqua calda. Detenuti stipati come sardine su letti ammucchiati uno sopra l’altro e senza accesso ai programmi trattamentali. Il sovraffollamento - conclude - ha poi raggiunto numeri raccapriccianti. Siamo al 120%”. La media è quella nazionale, ma Ferrara, con i suoi 400 detenuti a fronte di una capienza di 300, non sembra fare la differenza.