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di Stefano Lolli


Il Resto del Carlino, 28 aprile 2021

 

Partono oggi le vaccinazioni in carcere. Serviranno cinque giorni per completare il primo giro di somministrazioni ai circa 400 detenuti, per le quali sarà utilizzato il siero della Pfizer. Inizialmente si pensava di impiegare quello, monodose, della Johnson & Johnson, "ma la fornitura limitata e il fatto di uniformarci alle scelte delle altre aziende sanitarie - spiega la direttrice generale dell'Ausl Monica Calamai - ci hanno spinto a privilegiare quello di cui oggi disponiamo in quantità maggiore".

Non è mancata neppure una valutazione di carattere quasi psicologico, aggiunge la direttrice della casa circondariale Maria Nicoletta Toscani: "C'è stato un certo allarmismo, senz'altro ingiustificato, su AstraZeneca e Johnson & Johnson, abbiamo preferito in ogni caso adottare una linea prudenziale per rasserenare gli animi". Il clima è comunque tutt'altro che agitato: "La situazione delle carceri cittadine è assolutamente virtuosa - afferma il prefetto Michele Campanaro -, le misure di controllo e contenimento del virus sono state puntuali e centrate".

Parlano i numeri: "Dall'inizio della pandemia si sono registrati 13 casi di positività tra gli agenti, tutti asintomatici e per contatti nell'ambito familiare. Per quanto riguarda invece i detenuti, i casi sono stati in tutto 7, dei quali 6 nuovi arrivati in via Trenti, e un lavorante che ha probabilmente subìto la contaminazione attraverso derrate alimentari".

La virtuosità non è comunque una virtuosità immutabile, va aiutata con azioni di controllo sistematici. Dal triage esterno allo screening sia con test sierologici (2517 da maggio 2020) ai tamponi molecolari, che ora vengono svolti mensilmente: "Siamo probabilmente l'unico carcere che svolge un'attività di controllo così intensa - prosegue la Toscani -, e i risultati parlano da soli". Da oggi dunque scatta l'altra fase importante, quella della vaccinazione: sollecitata, nelle carceri, dal commissario straordinario Francesco Figliuolo.

"In occasione della sua visita a Bologna e Ferrara, è stato esplicito con i Prefetti - ricorda Campanaro - e lo scorso 20 aprile ci è stata indirizzata una ulteriore sollecitazione". Per questo, a scaglioni di 100 detenuti al giorno (per evitare anche commistioni tra i vari nuclei della casa circondariale), la sala teatro dell'Arginone verrà adibita a punto vaccinale, con i medici referenti del carcere coadiuvati dai team dell'Usca.

Il primo round di somministrazioni verrà completato il 3 maggio, quindi alla fine del prossimo mese saranno effettuati i richiami. Passando alla campagna vaccinale più in generale, la Calamai ha fatto il punto su un andamento "ottimale, in considerazione delle dosi disponibili. Abbiamo ultimato la vaccinazione degli over 80 e delle persone in assistenza domiciliare, siamo già oltre il 50% delle seconde dosi per gli estremamente vulnerabili, e per quanto riguarda ora la scia d'età 65-69 anni, nel primo giorno di prenotazione sono stati fissati 10mila appuntamenti".

Guardando all'obiettivo della cosiddetta "immunità di gregge" (che su scala nazionale viene indicata nel 75%), Ferrara veleggia ben oltre la soglia prefissata: "Tendenzialmente siamo oltre l'85% - conclude la direttrice dell'Azienda Usl - e tra gli anziani e i fragili siamo sopra il 90%".