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di Emily Mirelli

Il Resto del Carlino, 16 dicembre 2025

Sono venticinque, iscritti a tredici diversi corsi di laurea. La rettrice: “La conoscenza offre opportunità”. Crescono i servizi e l’offerta formativa: biblioteca, computer e finanziamenti per i più meritevoli. Le firme della rettrice di Unife Laura Ramaciotti e di Maria Martone, direttrice del carcere dell’Arginone, rinnovano e confermano il grande impegno per garantire il diritto allo studio ai detenuti. Questa convenzione, esistente dal 2015, ha visto un aumento significativo (quasi il 70%) degli studenti detenuti che hanno deciso di intraprendere un percorso formativo. Si è passati da 15 a 25 unità, distribuiti in ben tredici diversi corsi di laurea. “Il rinnovo di questa convenzione - ha dichiarato a margine della firma la rettrice Ramaciotti - è la conferma di quello in cui il nostro ateneo crede da sempre, ovvero che il diritto allo studio non conosca barriere e che la formazione sia uno strumento che porta alla realizzazione personale, oltre ad offrire opportunità concrete”.

Infatti, negli ultimi anni il polo universitario penitenziario ha continuato a crescere e a migliorarsi in tutti i suoi servizi, quindi arricchendo l’offerta formativa, offrendo agli studenti detenuti libri, computer e cinque eReader, spazi per lo studio individuale e anche borse di studio per i più meritevoli. A ciò si aggiunte il gruppo di tutor che accompagna i ragazzi durante il loro percorso accademico, che nel biennio 2024/2025, hanno totalizzato 920 ore di tutorato. Inoltre, è stata istituita anche una biblioteca universitaria all’interno del carcere, che offre gli strumenti necessari per la preparazione degli esami. Oltre alla biblioteca, sono state create tre sale per lo studio, anche attraverso la donazione di mobili da parte dell’università. “Noi, garantiamo il massimo impegno per la continuità del progetto - aggiunge la direttrice Martone -. È importante fare in modo che il carcere non sia solamente considerato come una punizione, ma anche come una seconda possibilità nella vita. Credo infatti che i pregiudizi nei confronti dei detenuti non debbano scoraggiarli nell’intraprendere la strada per ottenere una laurea”.

“La firma di questa convenzione garantisce il rispetto del diritto allo studio anche per i detenuti - afferma Giancarlo Monina, presidente della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari -. Infatti, i poli universitari penitenziari sono importanti anche per educare all’autonomia di pensiero e d’azione, necessari per un reinserimento sociale a fine della pena”. In seguito, Stefania Carnevale, delegata al polo universitario penitenziario e ai rapporti istituzionali con l’amministrazione penitenziaria si sofferma su alcuni aspetti. “Siamo entusiasti dei progressi fatti finora - chiarisce -. Pensiamo che sia stato cruciale anche il sostegno di Ergo , che quest’anno ha distribuito sedici borse di studio agli studenti più meritevoli”. Monica Lodi, dirigente del servizio accessibilità ai benefici di Er.go e Patrizia Pasini, funzionaria del servizio di accessibilità ai benefici Er.go concludono con una riflessione: “Siamo orgogliosi della collaborazione con Unife. Ergo interverrà con un contributo economico, aiutando i detenuti anche nella ricerca di lavoro e alloggio alla fine della loro pena”.