estense.com, 27 aprile 2023
Lunedì 12 giugno lo spettacolo liberamente ispirato alle lettere dal carcere di Antonio Gramsci, con la regia di Marco Luciano. Agnusdei, è uno spettacolo liberamente ispirato alle lettere dal carcere di Antonio Gramsci, con la regia di Marco Luciano, che firma anche la drammaturgia, e la preziosa collaborazione del regista argentino Horacio Czertok, fondatore del Teatro Nucleo e ideatore del progetto di teatro carcere di Ferrara.
In scena gli attori detenuti della Casa Circondariale di Ferrara. “Agnusdei” andrà in scena al Teatro Comunale di Ferrara lunedì 12 giugno alle ore 21. Lo spettacolo non intende narrare in maniera biografica la vita del politico e filosofo italiano, quanto piuttosto indagare, attraverso quadri grotteschi e sarcastici, azioni poetiche e musica dal vivo, alcuni archetipi morali e sociali, alcuni cliché, che la società continua ad alimentare quando si parla di carcere e detenzione.
Questo spettacolo, che per la prima volta viene mostrato al di fuori dell’istituto detentivo, è andato in scena il 15 e il 16 dicembre presso la Casa Circondariale C. Satta di Ferrara per il festival Trasparenze di Teatro Carcere, a cui hanno assistito spettatori esterni insieme ai detenuti.
“Agnusdei” è stato realizzato nell’ambito del progetto Erasmus+ KA2 “Teatro in Carcere in Tempi di Peste”, coordinato da Teatro del Norte de España e realizzato in collaborazione con Teatro Nucleo dall’Italia, Zone3 Kultur dalla Germania e Üres Ter dall’Ungheria. Ciascuna di queste compagnie teatrali lavora a progetti Erasmus nelle rispettive carceri dal 2010; “Teatro in Carcere in Tempi di Peste” nasce nel periodo della pandemia con lo scopo di trovare strategie per continuare a svolgere l’attività teatrale negli istituti detentivi.
Teatro Nucleo dal 2005 lavora al progetto di Teatro Carcere con gli attori detenuti della Casa Circondariale C. Satta di Ferrara, dove la pratica teatrale è ormai divenuta un’attività quotidiana. Un gruppo di detenuti, una parte sempre quelli, una parte circolante, ha scelto il teatro come elemento della propria vita. La continuità del lavoro ha permesso uno sviluppo della funzione formativo-pedagogica dei laboratori teatrali sia per i detenuti che per gli operatori.
Dall’accumulo di esperienza è maturata l’esigenza di trasformare il laboratorio da un’attività che inizia e si conchiude in sé stessa a un lavoro che ha la necessità di interagire con altre persone; gli incontri hanno assunto così in parte la forma di prove per la creazione non solo di spettacoli, ma anche di prodotti audiovisivi. Attraverso il teatro la società può incontrare i detenuti oltre la pena, lo stigma e i pregiudizi.










