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Redattore Sociale, 15 giugno 2019

 

Cento detenuti coinvolti ogni anno, 40 spettacoli realizzati e 9 laboratori. Gli operatori si incontrano per la prima volta a Ferrara per creare un coordinamento. Martiello, (Csv): "È il momento di rendere stabili queste esperienze".

Sono più di cento i detenuti coinvolti ogni anno in attività teatrali in Emilia Romagna: 9 i laboratori attivi al momento e 40 gli spettacoli realizzati negli ultimi anni, la maggior parte dei quali rappresentati anche all'esterno delle prigioni. Sono i numeri dell'indagine sul teatro in carcere presentata oggi a Ferrara nel forum sul tema, che riunisce per la prima volta gli operatori delle varie esperienze presenti in regione.

"La funzione trattamentale del teatro è ormai ampiamente dimostrata - spiega Vito Martiello, coordinatore del Centro servizi per il volontariato di Ferrara, che ha contribuito a realizzare la mappatura: ora ora queste esperienze hanno bisogno di un riconoscimento". L'obiettivo del forum, prosegue Martiello, è appunto "la costituzione di un coordinamento di tutte le attività di teatro carcere in regione, come già successo in Toscana". Un riconoscimento ufficiale, insomma, ma anche un modo per rendere più stabili le esperienze che si sono sviluppate in questi anni. "Si tratta di progetti sempre precari - sottolinea Martiello - che nascono su iniziativa dei teatranti e che ogni anno devono lottare per trovare finanziamenti".

Qualcosa in questo senso si sta già muovendo, tanto è vero che il censimento delle esperienze teatrali è stato commissionato al Comune di Ferrara dall'assessorato alle Politiche sociali della regione. Comune e Csv di Ferrara hanno così realizzato schede per ognuno dei laboratori presenti in Emilia: 3 a Bologna, 2 a Modena (contando la casa circondariale di Castelfranco Emilia) e uno rispettivamente a Ferrara, Parma, Reggio Emilia e Rimini. L'ingresso del teatro in carcere, avvenuto negli anni 80, si è dimostrato quindi efficace. "Per i detenuti e per il pubblico il teatro rappresenta la possibilità di vedersi sotto un'altra veste - commenta Martiello -: si tratta di esperienze fondamentali per mettere in contatto le carceri e le città che le ospitano".

La mappa presentata a Ferrara mostra una realtà viva e dinamica, nonostante le inevitabili difficoltà. Fra le esperienze più longeve c'è quella bolognese del Teatro del Pratello, che dopo dieci anni di lavoro con i ragazzi dell'omonimo carcere minorile, nel 2008 ha visto per la prima volta il regista Paolo Billi dirigere detenuti adulti nello spettacolo "Cantico degli Yahoo", presentato nel cartellone dell'Arena del Sole. Sempre a Bologna, dal 2001 l'associazione La città invisibile lavora con i detenuti della sezione alta sicurezza, che finora non hanno però potuto esibirsi al di fuori dalla casa circondariale.

A Modena, invece, il progetto è andato oltre il teatro, portando alla nascita di "Buona condotta", un inserto pubblicato su un settimanale di strada locale per comunicare all'esterno quello che succede in carcere. Scorrendo la mappa, si scopre che i detenuti-attori di Castelfranco si sono presi anche qualche soddisfazione artistica, raggiungendo nel 2007 le finali del Premio Ustica con lo spettacolo "Frammenti". E in alcuni casi la recitazione si è trasformata in un vero lavoro, contrattualizzato e retribuito, seppure in modo occasionale.