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di Federico Malavasi

Il Resto del Carlino, 4 maggio 2026

La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato nel carcere di via Arginone L’uomo aveva 45 anni. Quando in tarda mattinata gli agenti sono passati davanti alla sua cella per un controllo, hanno trovato insolito che fosse ancora a letto. L’allarme è scattato quando l’uomo, 45 anni, è rimasto immobile senza rispondere alle chiamate dell’operatore di polizia penitenziaria. A quel punto, è apparso subito evidente che il detenuto era stato colto da un malore e che necessitava di un intervento sanitario urgente. L’arrivo del 118 e la corsa in ospedale non sono però bastati a salvare la vita dell’uomo, deceduto poco più tardi all’ospedale di Cona.

La tragedia si è consumata sabato, tra le mura del carcere dell’Arginone. Secondo i primi accertamenti, la morte sarebbe da ricondurre a cause naturali: al momento sembrerebbero infatti esclusi il gesto autolesionistico e il coinvolgimento di terzi. Informata dell’accaduto, la procura ha comunque deciso di disporre l’autopsia, allo scopo di stabilire con esattezza le ragioni del decesso. L’incarico per gli accertamenti medico legali verrà verosimilmente conferito nella giornata di oggi. Nelle ore successive al decesso, a quanto si apprende, all’ospedale Sant’Anna si sarebbero registrati alcuni momenti di tensione con i familiari del deceduto, accorsi immediatamente a Ferrara appena appresa la notizia. I parenti avrebbero chiesto di vedere la salma, ma ciò non è stato possibile nell’immediato. Dopo le spiegazioni del caso e chiarita la prassi, la situazione è rientrata senza conseguenze. Ora si tratterà di attendere gli esiti degli accertamenti medico legali indicati dalla procura, al fine di stabilire le ragioni che stanno all’origine di quella morte improvvisa.

I numeri. Stando agli ultimi dati, resi noti a fine marzo durante la cerimonia per l’anniversario della polizia penitenziaria, all’Arginone si trovano ristretti circa quattrocento detenuti (numero sensibilmente maggiore rispetto alla sua capienza). Nel 2025 si sono registrati 422 ingressi e 405 uscite, di cui 41 per affidamento in prova ai servizi sociali e 35 per detenzione domiciliare.