estense.com, 28 luglio 2021
I detenuti sono 331 a fronte di una capienza regolamentare di 244 e una tollerabile di 462. Due nuovi corsi in attivazione a breve - uno di pittura e uno di lavorazione della ceramica - in un contesto di non sovraffollamento e di una struttura Covid-free. Questo è lo stato del carcere di Ferrara, secondo quanto ha raccontato il garante dei detenuti Francesco Cacciola, nel corso di una commissione consiliare richiesta dal Partito Democratico e tenutasi martedì pomeriggio, a seguito sia delle cronache delle ultime settimane (che raccontano di proteste anche violente) che dell'annuncio da parte del ministro della Giustizia Cartabia alla Camera dei Deputati della costruzione di un nuovo padiglione all'Arginone, "per il quale manca però ancora il progetto", che dovrebbe dare alloggio ad altre 80 persone.
"Quanto successo recentemente, con riferimento ai fatti di cronaca, ci preoccupa e rende necessario un momento di riflessione", spiega Cacciola, che invece sulla questione del padiglione racconta di come "da quanto mi è dato sapere, manca ancora il progetto, anche se qui a Ferrara un nuovo padiglione andrebbe nella misura di deflazione dell'affollamento, anche se ci troviamo in una posizione intermedia: i detenuti sono 331 a fronte di una capienza regolamentare di 244 e una tollerabile di 462".
Sul fronte pandemico, invece, "la vaccinazione ha raggiunto livelli massimi del 90% circa, con 315 detenuti vaccinati, di pari passo con la vaccinazione del personale che si attesta intorno all'80%. A parte qualche caso di positività poi rivelatosi infondato, il carcere di Ferrara è Covid-free e i detenuti hanno risposto in maniera composta", continua Cacciola.
Per quanto riguarda la 'sua' struttura (Cacciola, prima di diventare garante dei detenuti è stato per anni direttore della casa circondariale estense, ndr), il virus è praticamente archiviato: "I corsi sono in generale ripresi e sono stati fatti gli esami per l'attività scolastica, i colloqui sono in via generale assicurati: due mensili de visu, più altri quattro in aggiunta via Skype, che diventano due per chi ha reati ostativi. Anche nel lavoro non si è fermato niente, il carcere ha continuato a regime facendo registrare un numero di lavoranti simile a quello pre-pandemico".
Non tutto però scorre senza polemiche, in primo luogo per quanto riguarda la costruzione della nuova ala del carcere, fin qui solamente annunciata, che il Pd spiega non essere il metodo per risolvere il sovraffollamento. "Il progetto ha quasi dieci anni perché all'epoca la politica si oppose. Ci sono stati momenti nei quali i 244 posti della casa circondariale sono stati occupati con oltre 500 presenze: aumentare i posti non vuol dire aumentare i comfort delle persone detenute, perché queste poi aumentano e il problema si ripropone", dice Colaiacovo - che per quanto riguarda la concessione di permessi premio durante il periodo pandemico, rallentati a causa della pandemia poiché, nelle parole del garante, "al rientro non c'erano abbastanza spazi per la quarantena, era una cosa nota a tutte le autorità e ha provocato il rallentamento di quello che era l'andazzo delle cose così come era sempre stato fatto".
Alle richieste, su questo, dei consiglieri del Colaiacovo e Baraldi è direttamente l'assessore ai servizi sociali Cristina Coletti a rispondere: "C'è stato un bando nel quale le associazioni potevano partecipare a un progetto, previa lettera di sostegno da parte delle amministrazioni. Il dato è che arrivò una sola richiesta di sostegno a un progetto che però l'amministrazione non ha potuto valutare né essere tempestiva, in quanto si trattava di un bando arrivato il venerdì in scadenza il lunedì".











