di Stefano Manfredini
Il Resto del Carlino, 7 marzo 2026
L’assessore Coletti: “La cultura resta un enorme strumento inclusivo”. Sostegno di 15mila euro dall’amministrazione, numero selezionato di detenuti. Il teatro come spazio di espressione, cultura e libertà, anche dove quest’ultima è momentaneamente sospesa. È con grande convinzione che si rinnova il progetto “Teatro Carcere” di Teatro Nucleo, sostenuto dall’assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara e rivolto ai detenuti della Casa Circondariale di Ferrara: non solo un laboratorio creativo, ma un’esperienza viva, di trasformazione e capace di restituire voce e futuro. Alla base del percorso, l’arte. Essa si conferma necessaria, come ponte tra l’interno e l’esterno, tra la fragilità umana e il riscatto, tra la persona e la comunità.
“Sostenere concretamente questo importante progetto - evidenzia l’assessore alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti - significa investire in percorsi di crescita personale e nel reinserimento sociale. La cultura resta un enorme strumento inclusivo e di responsabilizzazione. Il lavoro avviato all’interno della Casa Circondariale di Ferrara, che ringrazio per la costante disponibilità, ha già dimostrato come il teatro sia capace di creare opportunità di dialogo, generando possibilità future per le persone coinvolte”. Il laboratorio teatrale si rivolge a un gruppo selezionato di detenuti, circa 20, per un totale di 60 ore annue previste (di cui 3 settimanali). Nella realizzazione dell’opera e/o del cortometraggio potranno essere sviluppate competenze trasversali, quali recitazione, scenotecnica e gestione dello spazio.









