sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Anja Rossi

 

www.estense.com, 21 gennaio 2015

 

L'arte a sostegno delle scelte sociali e politiche della collettività. È con questo spirito che inaugura oggi mercoledì 21 gennaio alle 17 la mostra "I volti dell'alienazione. Disegni di Roberto Sambonet", presentata da Leonardo Fiorentini dell'associazione "La società della ragione" e dall'assessore alla cultura Massimo Maisto, e visitabile presso il salone d'onore del Municipio di Ferrara fino al 2 febbraio.

La mostra, inaugurata già a Milano, propone i disegni che il designer e pittore Roberto Sambonet fece tra il 1951 e il 1952 nel manicomio di Juqueri, vicino a San Paolo in Brasile. Questi disegni vogliono delineare il complesso fenomeno del disagio psichico partendo dalle tracce che la malattia lascia sui corpi degli internati. Nata dalla collaborazione dell'archivio pittorico Samboret, di StopOPG e della onlus "La società della ragione" impegnata sui temi del carcere, della giustizia e di diritti umani e sociali, la mostra è patrocinata dal Comune di Ferrara.

"I volti dell'alienazione" ha una valenza sociale e politica anche attuale, collegandosi alla situazione di chi, con una malattia psichiatrica, è detenuto in istituti giudiziari. "La società della ragione - spiega Leonardo Fiorentini - promuove questa mostra per portare avanti una campagna per sensibilizzare la cittadinanza sulla questione degli ospedali psichiatrici giudiziari.

Dopo gli scandali denunciati negli ultimi anni da parte della commissione Marino, il 31 marzo di quest'anno dovrebbero chiudere definitivamente questi luoghi. Noi come associazione chiediamo che, dopo questa chiusura, si trovino soluzioni alternative per queste persone e non vengano riaperti gli ospedali psichiatrici", smantellando quella riforma della psichiatria che negli anni '70 "ha fatto dell'Italia un paese civile".

Per Massimo Maisto è importante il luogo in cui si è scelto di ospitare la mostra, poiché "non è un caso che sia nella casa dei cittadini ferraresi. Con questa esposizione vogliamo dare un segnale perché, anche se non strettamente legata al Giorno della memoria, vogliamo ricordare che tra tutte le vittime della follia nazista ci furono anche i malati psichiatrici".

Il ricordo di Maisto va poi ad Antonio Slavich, storico collaboratore di Franco Basaglia che diresse i servizi psichiatrici a Ferrara negli anni '70. "Ricordiamo che Slavich vuol dire Ferrara. Per me la legge Basaglia è stata l'esempio più alto di avanguardia in Italia verso una democrazia inclusiva. La chiusura dei manicomi ha segnato un punto di non ritorno, e Ferrara ospitando questa mostra vuole ribadire il suo ancoraggio verso determinati valori di democrazia". Dopo la tappa ferrarese la mostra verrà ospitata anche a Roma e a Firenze.