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estense.com, 4 maggio 2020


Don Bedin scrive al Sindaco, risponde l'assessore Coletti: "Mancano elementi per una valutazione approfondita". La lettera aperta di don Domenico Bedin al sindaco di Ferrara.

"Egregio Signor Sindaco, da trent'anni attraverso l'associazione Viale k e in collaborazione con altri gruppi e cooperative del nostro territorio ci dedichiamo all'accoglienza e al sostegno di persone detenute o ex per favorire la concreta possibilità di usufruire delle misure alternative al carcere e per l'inserimento successivo nella società.

Sono passati dai nostri centri decine e decine di persone che poi non sono ricadute nei reati e che si sono rifatti una vita. Alcuni hanno anche deciso di vivere presso le nostre comunità dove svolgono attività per gli altri. Normalmente questa forma di servizio è stata svolta gratuitamente dall'associazione, anzi questo ne era un requisito previo: non accettare denaro dai detenuti o dalle loro famiglie e così accogliere i più poveri e senza prospettive soprattutto del nostro territorio. Per un breve periodo abbiamo ricevuto i fondi da un progetto chiamato Acero che ci ha permesso di fare numerosi inserimenti lavorativi.

Da tanto tempo insistiamo con le varie amministrazioni locali e statali perché si promuovessero progetti finalizzati a questo scopo. Finalmente il Ministero della Giustizia e in particolare l'Ufficio per l'esecuzione penale esterna Emilia Romagna-Marche ha aperto un bando per favorire queste misure alternative. Il 4 maggio gli enti che intendono proporre una loro manifestazione di interesse devono comunicarlo e tra le tante richieste a cui si deve rispondere si deve allegare il parere positivo del Comune dove si svolge il progetto.

Bene, Signor Sindaco, Lei, attraverso l'assessore ai servizi alla persona dott. Coletti ha risposto no! Il Comune di Ferrara non vuole che questo progetto si realizzi nel nostro territorio. Dunque Lei ritiene che le condanne siano scontate esclusivamente in carcere fino all'ultimo giorno senza applicare ciò che la legge non solo permette ma caldeggia non tanto e solo per la questione dell'emergenza sanitaria ma per andare sempre più verso una pena finalizzata al recupero... O forse ha paura che la città e il comune si riempia di delinquenti.

Non si preoccupi questo avviene proprio se non si organizzano queste iniziative di accoglienza e accompagnamento. Il giorno che il detenuto solo e in bolletta uscirà verrà a bussare alla porta dei servizi sociali e poi da Lei o dall'Assessore e allora il numero della Caritas, di Viale k, della Filippo Franceschi, delle cooperative sociali comincerà a squillare. Caro signor Sindaco si ricreda e dia il nulla osta".

Pronta la replica dell'assessore alle Politiche Sociali, Cristina Coletti: "In relazione alla richiesta avanzata da alcune realtà cooperative e associative del territorio che intendono inviare la manifestazione di interesse per il "Progetto inclusione sociale per persone senza fissa dimora in misura alternativa in E-R" e per la quale risulterebbe necessario un preventivo parere positivo del sindaco del Comune di riferimento, è importante chiarire alcuni punti.

Al Comune di Ferrara non è pervenuto alcun progetto dettagliato relativo al tema dei carcerati da reinserire. Gli enti intenzionati ad avviare percorsi di recupero, si sono limitati ad inviare, a pochissimi giorni dalla scadenza del bando, una richiesta generica di approvazione, su ipotesi di lavoro non specificate nel dettaglio, senza indicare chiaramente né le risorse utilizzate, né le interrelazioni del progetto con le realtà territoriali, né le reali possibilità di successo, né tantomeno chi siano i destinatari.

Il tema del sovraffollamento carcerario e delle difficoltà che comporta è già noto da tempo a livello nazionale e la nostra amministrazione si è già distinta nel supportare concretamente, in questi mesi, azioni ed interventi a favore dei detenuti. In questo frangente riteniamo il tema della scarcerazione legata all'emergenza Coronavirus particolarmente complesso e, dunque, inopportuno agire su sollecitazione di un bando in scadenza e senza gli elementi fondamentali per una valutazione approfondita".