estense.com, 5 maggio 2020
Il Consigliere presenta interpellanza per conoscere le ragioni del diniego alla richiesta avanzata dal Consorzio di Cooperative e dalla Ats di partecipare al bando. Ritiene non pertinenti e pretestuose le argomentazioni dell'assessore Cristina Coletti ed è per questo che il consigliere comunale Pd Francesco Colaiacovo ha presentato un'interpellanza per sapere dal sindaco e dalla sua giunta con quali motivazioni si sia respinta la richiesta avanzata da un consorzio di cooperative e da una Ats di partecipare al bando per il reinserimento sociale dei detenuti ammessi alle misure alternative ma non aventi fissa dimora.
L'assessore Coletti aveva risposto a una lettera di protesta inviata dall'associazione Viale K (una delle associazioni facenti parte della Ats), sostenendo che al Comune di Ferrara non è pervenuto alcun progetto dettagliato, ma solo," a pochissimi giorni dalla scadenza del bando, una richiesta generica di approvazione, su ipotesi di lavoro non specificate nel dettaglio, senza indicare chiaramente né le risorse utilizzate, né le interrelazioni del progetto con le realtà territoriali, nè le reali possibilità di successo, né tantomeno chi siano i destinatari".
Nella sua interpellanza Colaiacovo fa presente che "la richiesta è stata inoltrata in una settimana dove tre giorni erano di festa e che risorse e destinatari erano "esplicitate nell'avviso pubblico". Il consigliere ricorda inoltre che "l'associazione Viale K da anni svolge attività di volontariato presso la Casa Circondariale di Ferrara, con progetti volti alla formazione professionale e al recupero sociale dei detenuti" e che "la Giunta ha una perfetta conoscenza della capacità progettuale delle associazioni, delle imprese sociali e delle cooperative partecipanti al bando, la professionalità dei loro operatori, i contesti in cui vengono realizzati i singoli progetti in rete con le tante realtà del territorio".
Fatte queste premesse, dunque, Colaiacovo vuole sapere "quali siano le ragioni del diniego alla richiesta avanzata dal Consorzio di Cooperative e dalla Ats", diniego che sta "privando le persone detenute nella Casa Circondariale di Ferrara, con i requisiti per usufruire delle pene alternative al carcere, di poter sperimentare esperienze di reinserimento nella società". Vuole infine sapere "quali siano i progetti per il reinserimento sociale di quelle persone detenute, prive di domicilio, quando avranno terminato la pena detentiva e saranno rimesse in libertà".










