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estense.com, 3 ottobre 2019

 

L'organizzazione degli avvocati penalisti: "Nonostante i progressi nell'opera rieducativa, permangono criticità evidenti". Un "monitoraggio continuo a livello locale ed un intervento che deve, però, necessariamente passare per la condivisione degli obiettivi a livello nazionale". È la richiesta della Camera Penale ferrarese dopo la rivolta in carcere di lunedì scorso.

"L'episodio, a pochi mesi di distanza dai tragici avvenimenti di questa estate (quando un detenuto si è tolto la vita ed altri hanno tentato di fare lo stesso), evidenzia che nonostante i progressi nell'opera rieducativa, già rilevati durante la visita al carcere della delegazione della Camera Penale Ferrarese, permangono criticità evidenti", osserva l'organizzazione che rappresenta gli avvocati penalisti estensi.

"È chiaro, infatti, al di là delle circostanze particolari che possono aver dato origine alla protesta nel caso di specie, che l'accaduto mette in luce (ancora una volta) le difficoltà in cui versano le strutture detentive italiane ed il disagio di chi quotidianamente le vive. Sotto questo profilo, ancora una volta, si richiama l'attenzione sull'importanza dell'opera trattamentale, non solo per il perseguimento della finalità rieducativa della pena, ma anche per prevenire il disagio all'interno degli istituti penitenziari".

"L'adeguatezza dell'attività trattamentale - conclude la nota della Camera Penale - non può prescindere, però, dalla presenza di un numero adeguato di agenti di polizia penitenziaria e di educatori, oltreché dalla disponibilità di risorse finanziarie".