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La Nuova Ferrara, 15 febbraio 2015

 

Ieri i mezzi di demolizione in azione per abbattere la struttura di via Piangipane Occorreranno tre mesi per distruggere i vecchi muri e avviare la ricostruzione.

Ruspe in azione per demolire l'ex carcere di via Piangipane. Dopo i primi interventi che avevano fatto riaprire la struttura nel dicembre del 2011 per ospitare il Meis, il museo dell'ebraismo e della Shoah, sono partiti ora i lavori per il secondo lotto che porterà nel giro di tre mesi alla demolizione di quel fabbricato obsoleto costruito all'inizio del Novecento.

I lavori di demolizione, affidati a una ditta di Parma, hanno lo scopo di fare tabala rasa di alcuni muri e locali del vecchio carcere cittadino. La struttura venne terminata nel 1912, costruita a spese dello Stato, su progetto redatto dagli ingegneri Bertotti e Facchini dell'Ufficio del Genio Civile, in base alle indicazioni del Ministero dell'Interno. Le opere furono dirette dagli ingegneri Ponti e Fabbri dello stesso ufficio ed eseguite dall'impresa Luigi Brandani.

Da allora e per ottant'anni, ha rappresentato le prigioni della città. Il 9 marzo 1992 ci fu il trasferimento dei 130 detenuti nella più moderna casa circondariale di via Arginone. In quasi vent'anni di oblio la struttura e il terreno circostante hanno avuto bisogno di numerose bonifiche e la scelta di trasformare il vecchio carcere nel Meis è stata utile non solo dal punto di vista culturale, ma anche igienico perché la situazione di abbandono era diventata insostenibile. Dopo la prima parte di costruzione del Meis, ora si aspetta, con lo stanziamento di fondi statali, l'ampliamento del museo che sorgerà dalle macerie del vecchio carcere, che verrà demolito in questi mesi per costruire una nuova struttura anche in regola con le normative antisismiche.