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Il Resto del Carlino, 2 gennaio 2026

Tre interventi per accompagnare i padri reclusi nel loro ruolo educativo in ottica reinserimento. L’assessore Coletti: “Favorire le relazioni familiari offrendo spazi di incontro adeguati”. Tre azioni progettuali per sostenere la genitorialità in carcere, nell’ottica di promuovere azioni sempre più attente di reinserimento sociale delle persone detenute. Questo è il fulcro della convenzione che unisce l’amministrazione comunale e la casa circondariale, sottoscritta con l’intendimento di sostenere concretamente, attraverso tre percorsi, i genitori sottoposti a misure detentive.

“L’approvazione di questa convenzione è un tassello significativo - dichiara l’assessore comunale alle Politiche sociosanitarie Cristina Coletti - nel percorso di promozione del benessere della popolazione carceraria, tutelandone diritti e dignità. Attraverso questo documento si rafforza il lavoro in rete tra Comune e istituto penitenziario, con l’obiettivo di sostenere il rapporto genitore-figli anche in un contesto di fragilità. Lo scopo principale è favorire relazioni familiari, spazi di incontro adeguati e adeguate opportunità rieducative, che consentano ai genitori di non perdere il legame affettivo e che rappresentino opportunità di riflessione da cui far partire azioni di reinserimento sociale più consapevoli”.

“L’esperienza di Ferrara in queste progettualità è molto innovativa nel panorama penitenziario nazionale - dice la direttrice dell’Arginone Maria Martone -. Sono rari i casi in cui le amministrazioni locali finanziano progetti volti al rafforzamento delle relazioni familiari, in particolare relativi alla genitorialità. Attraverso queste attività le famiglie possono riunirsi in un’atmosfera armoniosa, che fa pensare di essere lontani dal contesto carcerario. Anche il progetto inerente alla mediazione familiare è importante, perché aiuta i detenuti a comprendere”.

La convenzione trova attuazione attraverso tre interventi principali, pensati per accompagnare i padri detenuti nel loro ruolo educativo. Un primo ambito di lavoro riguarda le consulenze individuali sulla genitorialità, che offrono ai detenuti uno spazio riservato in cui affrontare dubbi, difficoltà e risorse personali.

Accanto al lavoro individuale, la convenzione prevede anche la realizzazione di ‘Sabato in famiglia’, un appuntamento mensile che si svolge generalmente l’ultimo sabato del mese, nelle ore dedicate al colloquio con i familiari. A completare il percorso vi sono i gruppi di padri detenuti, che si riuniscono ogni tre settimane, in alternanza con le consulenze individuali.