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di Benedetta Centin

Corriere di Bologna, 6 marzo 2022

L’uomo, con diverse patologie e in carrozzella, dovrebbe scontare la pena in un istituto dove lo assistano, ma non si trova.

Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha dato il benestare affinché il detenuto, che soffre di alcune patologie e ed è costretto a muoversi in carrozzina, possa finire di scontare la sua pena fuori dal carcere di Ferrara, in una struttura più idonea per le sue condizioni di salute. Una struttura che possa quindi anche assisterlo visto che non ha piena autonomia nella mobilità e necessita di cure. Ma questa benedetta struttura non si trova. Anche se qualche disponibilità era stata data poi è sopravvenuta la disdetta e ad oggi il detenuto, che ricorre anche a brevi ricoveri in ospedale ed è in condizioni che stanno progressivamente peggiorando, si trova ancora dietro le sbarre.

Senza una destinazione - Un luogo inadatto considerato il suo quadro clinico, le sue patologie che gli impediscono di camminare da solo, così come riconosciuto dal tribunale di sorveglianza che ha consentito appunto la detenzione alternativa, fuori dalla casa circondariale, in una struttura che possa prendersi cura di lui. Una ricerca che però, per ora, è stata infruttuosa, come racconta il difensore del 48enne, l’avvocato Gabriele Bordoni. Anche se individuate delle soluzioni non si è arrivati mai al “sì” per l’accoglienza del detenuto, che deve finire di pagare il suo conto con la giustizia per una serie di reati commessi in passato, inserito nella malavita organizzata, condannato, tra gli altri, per spaccio di droga, estorsione e rapina. Non si chiede quindi alcuna “limatura” della pena: i giorni previsti, a cui è stato condannato, il 48enne intende scontarli tutti fino all’ultimo. Solo vorrebbe poter essere recluso in un luogo più adatto al suo stato fisico, in cui possa contare anche sull’assistenza di personale preposto.