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di Federico Di Bisceglie

 

Il Resto del Carlino, 18 novembre 2020

 

È il primo caso nella storia del nostro ateneo. Il relatore: "Ha trattato un tema attuale, parlando anche di sicurezza e di legalità". Centodieci e lode dietro le sbarre. Il carcerato-studente dell'Arginone ora potrà fregiarsi del titolo di dottore. E potrà anche vantare il primato di essere stato il primo studente iscritto all'Ateneo ferrarese ad essersi laureato da detenuto. Il corso di laurea scelto dal neo dottore è stato Scienze e Tecnologie della Comunicazione.

Nella stesura della tesi, con un taglio antropologico e sociale, il laureato si è concentrato su come sono cambiate le nostre città dal punto di vista della sicurezza e in particolare relativamente all'applicazione del Daspo urbano. Forse, anche per dimostrare che l'orizzonte della cella non era il suo confine. Voleva andare oltre. E ci è riuscito.

"Si è trattato - dice Giuseppe Scandurra, professore di Antropologia culturale a Unife e relatore della tesi del ragazzo - del coronamento di un bellissimo percorso accademico. Peraltro, anche nell'ambito della discussione della tesi, avvenuta in presenza con cinque commissari, il laureando ha fatto un'ottima impressione. Tanto più che ha trattato un tema di assoluta attualità, con un cappello politologico piuttosto interessante, oltre ad aver approfondito tematiche come legalità e sicurezza". Secondo Scandurra "è stata un'esperienza molto importante, che ha rafforzato un impegno che il nostro ateneo, auspico, prosegua nel tempo con la casa circondariale".

E su questo punto si esprime entusiasticamente anche Stefania Carnevale, delegata del rettore ai rapporti con la casa circondariale. "Dal 2016 - puntualizza - la nostra Università collabora con l'Arginone avviando questo tipo di progetti. Penso che si tratti di un tassello fondamentale per la socializzazione dei detenuti e anche per la reintegrazione una volta finito di espiare la pena". Dall'anno scorso, racconta Carnevale, "abbiamo quattro studenti detenuti iscritti a Unife.

Uno è uscito dal carcere e continua il suo percorso universitario da libero. Uno, appunto, è diventato dottore mentre gli altri due proseguono dalla casa circondariale il loro percorso". Peraltro, aggiunge, "abbiamo sperimentato l'efficacia delle prime giornate di orientamento che ci hanno portato quantomeno all'interessamento di altri tre detenuti.

E probabilmente ne arriverà un quarto". "Il conseguimento del titolo da parte di questo ragazzo - conclude Carnevale - rappresenta un risultato importantissimo per Unife. Credo che in questo modo anche l'ateneo possa vantare l'offerta di servizi che, seppur in crescita negli atenei italiani, sono tutt'altro che scontati e secondari".