ferraratoday.it, 9 agosto 2026
La consigliera pone l’attenzione sul tema del sovraffollamento: “Non vorrei il raddoppio di fatto”. “Bene l’arrivo di due educatori all’Arginone annunciato dal sottosegretario Balboni, ogni rafforzamento del personale educativo è utile e necessario. Ma questo non basta a rispondere alla situazione del carcere di Ferrara già oggi segnata da sovraffollamento, carenza di organico e condizioni rese ancora più difficili dal caldo torrido di queste settimane”. A dirlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Marcella Zappaterra che ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale sul carcere di Ferrara, da anni tra gli istituti più segnati dal sovraffollamento.
“I numeri emersi dai dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 31 marzo 2026 - ricorda la consigliera regionale - confermano una realtà non più rinviabile: l’Arginone ospita oltre 400 detenuti a fronte di circa 240 posti regolamentari. Se davvero il Governo c’è allora dica con chiarezza ai ferraresi cosa sta progettando sul futuro del carcere”. L’interrogazione chiede infatti se la Regione sia stata formalmente informata o coinvolta rispetto ai lavori per un nuovo padiglione da circa 120 posti e soprattutto se trovi conferma l’ipotesi di un secondo ampliamento da circa 250 posti, che porterebbe la capienza regolamentare dell’istituto a oltre 600 posti.
“Non vorrei che dietro la risposta al sovraffollamento, si stesse preparando il raddoppio di fatto dell’Arginone senza una valutazione seria dell’impatto sulla città - evidenzia Zappaterra -. Costruire nuovi posti non può essere l’unica politica carceraria, bensì servono personale, sanità penitenziaria, salute mentale, dipendenze, formazione, lavoro, misure alternative e percorsi di reinserimento”.
Zappaterra richiama anche le precedenti iniziative già assunte in Assemblea legislativa, dalla risoluzione sull’edilizia penitenziaria a Ferrara a quella sulle donne detenute. “Il tema non è solo edilizio ma sociale, sanitario, urbano e istituzionale - afferma infatti -. Un ampliamento di questa portata cambierebbe profondamente il ruolo del carcere di Ferrara nel sistema penitenziario regionale, con effetti sull’organizzazione interna dell’istituto, sui servizi sanitari e sociali, sulla sicurezza, sulla viabilità, sul trasporto pubblico e sull’accessibilità per familiari, avvocati, volontari e operatori”.
“Per questo chiediamo alla Giunta di attivarsi con Governo, Ministero della Giustizia, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Provveditorato regionale affinché venga effettuata una valutazione d’impatto complessiva e sia chiarito se Comune, Prefettura e istituzioni territoriali siano stati coinvolti - conclude Zappaterra -. Ferrara non può scoprire a cose fatte di essere destinata a ospitare uno dei più grandi istituti penitenziari della regione. Servono trasparenza, dati certi, tempi chiari e un confronto vero con il territorio”.










