sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Massimiliano Nerozzi

Corriere della Sera, 11 febbraio 2026

L’Emerito di Procedura penale: da sempre per la separazione delle carriere, ma contrario a due Csm e Alta corte. Colpo di scena: “Allo stato attuale, sarei per la scheda bianca”, dice verso la fine dell’intervento il professor Paolo Ferrua, emerito di diritto processuale penale e, da sempre, alfiere del processo accusatorio e, quindi, della separazione delle carriere. Se ne discuteva lunedì alla Casa valdese - “Dialogo ragionato sulla riforma della giustizia” - in una chiacchierata davanti a pensionati, studenti, insegnanti, avvocati, rispettando la premessa (e la promessa) del moderatore Francesco Mosetto, giudice penale del tribunale: “Si dialoga senza prendersi a mazzate, come purtroppo avviene sempre più spesso”. Al tavolo dei relatori anche la giudice Giulia Locati, della sezione lavoro della corte d’appello e, da esponente di Md, membro del comitato per il no al referendum.

Analizzata la riforma Nordio con la chiarezza di un libro stampato, Ferrua passa alle (proprie) conclusioni: “Le Camere penali, quelle che ho ammirato, da sostenitore del processo accusatorio e per questo favorevole alla separazione delle carriere, sono anche quelle che più mi hanno deluso. Avevano il compito di difendere il processo accusatorio dalle riforme, come la Cartabia, che invece l’hanno distrutto”. Di più: “Provo un brivido quando si dice che serve la separazione per il processo accusatorio, perché oggi abbiamo un processo mezzo inquisitorio”. Detto da chi, in un manifesto per un dibattito, era finito tra i testimonial per il sì: “Posso capire che le Camere penali mi vedano come uno che le tradisce, ma qui le nostre strade si dividono: nel doppio Csm e nell’alta corte vedo un intento punitivo verso la magistratura”.

E ancora: “Follia l’idea del sorteggio del Csm, guarda caso gli altri (membri laici, ndr) sono eletti da uno temperato”. Corollario: “Il rimedio del sorteggio non elimina patteggiamenti e accordi, come accade nelle università: se ci sono persone immorali, tutto continua come prima”. Seguono “altri vizi”, sull’alta corte: “Ha un appello, che si svolge davanti allo stesso giudice, ma con diversa composizione. Non si sa, a tutt’oggi, se ci sarà ricorso in Cassazione: nella sua magnanimità, Nordio dice che ci sarà, ma la norma non lo prevede”.

Locati sottolinea l’impatto sui cittadini: “Ne avrà zero sull’efficienza della giustizia, come ha ammesso Giulia Bongiorno (presidente commissione Giustizia del Senato, ndr), ma ne avrà molti su come il giudice affronterà certe controversie”. Fa l’esempio delle sentenze sull’anatocismo bancario: “Un giudice piccoletto si è trovato tra un gruppo bancario e un cittadino, ma aveva un sistema di garanzie che lo proteggevano”. Sostiene che la carriera unica non influenzi le sentenze - “I dati ci dicono che il 40% delle richieste dei pm vengono rigettate dai giudici” - e consiglia: “Se siete indecisi, nel dubbio, la Costituzione non si tocca”.