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di Paolo Seghedoni*

Corriere della Sera, 27 settembre 2022

Presentato il Festival della Migrazione che si terrà a Modena. Monsignor Perego (Fondazione Migrantes): “Sbagliato negare la cittadinanza a un milione e mezzo di giovani nati e cresciuti in Italia”.

Sono 280 milioni i migranti e rifugiati nel mondo, idealmente il quarto Paese più popoloso dopo Cina, India e Stati Uniti. Duecentottanta milioni di persone che si sono messe in cammino per sfuggire a guerre (quelle note e la trentina di conflitti dimenticati dall’indifferenza e distrazione che caratterizza tanti), carestie, persecuzioni, che fuggono dalla tratta di esseri umani, dalla violenza, dallo sfruttamento. Saranno 90 milioni i richiedenti asilo nel solo 2022, un numero enorme, molti dei quali rimarranno senza tutele.

Sono solo alcuni dei dati che Fondazione Migrantes della Cei ha messo in evidenza in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è svolta domenica 25 settembre. Una Giornata che intende rimettere al centro le migrazioni e i quattro verbi che, come sottolinea l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons. Giancarlo Perego, che di Fondazione Migrantes è presidente, dovrebbero caratterizzare tutti e in special modo un’Europa e un Italia sempre più stanche e anziane: accogliere, tutelare, promuovere, integrare.

“Le nostre città - osserva mons. Perego - non sono aperte e accoglienti. Li lasciamo ancora fuori dalla città, dalla partecipazione alla vita politica, alla cittadinanza attiva, negando ancora a un milione e mezzo di ragazzi e giovani, che sono nati e hanno studiato in Italia, il dono della cittadinanza”. Ma non manca chi, nel nostro Paese, si spende per sostenere i cammini di accoglienza e integrazione sia dal punto di vista pratico (gli esempi di volontariato e di realtà che lavorano in questo senso si sprecano in tutte le città italiane) sia sotto il profilo culturale, dello sviluppo delle idee e del racconto di buone pratiche che possono andare oltre il timore e la tentazione di respingere, per promuovere una vera cultura dell’accoglienza e dell’integrazione che non può che far bene a tutti.

In questo senso si pone l’esperienza del Festival della Migrazione di Modena, che nel 2022 giunge alla sesta edizione. Tre giorni di Festival, preceduti e seguiti da tante altre iniziative e proposte, che si terranno il 24, 25 e 26 novembre tra Modena, Carpi e, quest’anno, Ferrara. Un appuntamento fatto di convegni e seminari tematici e, anche, di contaminazioni e incontri concreti, perché far conoscere le persone e dare un nome ai volti è il primo e fondamentale passo da fare verso una autentica fraternità da vivere. L’appuntamento con il festival modenese di cui si sta componendo il programma in questi giorni, vuole anche fornire chiavi di lettura originali e offrire un’agenda sulle questioni aperte, di natura politica e culturale. Infine il Festival della Migrazione si sta aprendo a collaborazioni e incontri con altre occasioni di confronto che, in altre realtà del Paese, riflettono e cercano soluzioni adeguate ai tempi.

*Festival della Migrazione