di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 23 gennaio 2026
Una giovane giornalista è stata condannata da un tribunale delle Filippine con l’accusa di “finanziamento del terrorismo” ritenuta da molti osservatori di chiara matrice politica e aspramente criticata dai difensori dei diritti umani, che hanno apertamente definito il processo “una parodia della giustizia”. Frenchie Mae Cumpio, 26 anni, è stata arrestata nel febbraio 2020 dopo che gli agenti hanno fatto irruzione nella sua casa nel cuore della notte dove dicono di aver trovato una granata a mano, un’arma da fuoco e una bandiera comunista.
Ma i gruppi per i diritti umani sonostengono che le accuse sono state inventate e che la giovane giornalista paga il prezzo per i suoi coraggiosi reportage in cui criticava la polizia e l’esercito. Cumpio è la prima reporter filippina a essere perseguita in base alle cosiddette leggi sul “finanziamento del terrorismo”, che l’avvocato difensore Julianne Agpalo ha definito “l’arma preferita” del governo per mettere a tacere il dissenso. Gli osservatori affermano che l’etichettatura di giornalisti e attivisti si è intensificata sotto la presidenza di Rodrigo Duterte, che ha condotto una sanguinosa guerra alla droga dal 2016 al 2022.
La difesa ha annunciato che intende impugnare in appello la sentenza di primo grado. Cumpio e la sua ex compagna di stanza Marielle Domequil sono scoppiate a piangere e si sono abbracciate mentre veniva letta la sentenza con cui rischiano fino a 18 anni di carcere, riporta l’Afp, secondo cui le due imputate sono state invece assolte da accuse di possesso illegale di armi e potrebbero beneficiare della libertà vigilata tra 12 anni e mezzo.
“Siamo profondamente preoccupati per le implicazioni di questa condanna, considerando che ci sono molti altri processi, direi inventati, per finanziamento del terrorismo che sono ancora in corso in tutto il Paese - ha dichiarato alla Bbc Josa Deinla, uno degli avvocati di Cumpio -. La triste realtà è che questa decisione comporta gravi conseguenze per il giornalismo di comunità, perché sono proprio i giornalisti di comunità - quelli ai margini, quelli che non appartengono alle organizzazioni mediatiche dominanti - a portare alla luce le condizioni, soprattutto nelle zone rurali, dove vivono le persone più povere”.
Prima del suo arresto, Cumpio denunciava regolarmente gli abusi commessi dall’esercito e dalla polizia nella regione orientale delle Visayas nelle Filippine, attraverso articoli per il sito di notizie Eastern Vista - di cui è ex direttrice - e un programma da lei condotto sulla stazione radiofonica Aksyon Radyo-Tacloban DYVL. Il suo caso ha attirato l’attenzione di una coalizione di organizzazioni per la libertà di stampa e Ong, che affermano che le accuse contro di lei sono state “inventate” e il trattamento riservatole in detenzione è “disumano”. Beh Lih Yi, direttore per l’Asia-Pacifico del Comitato per la Protezione dei Giornalisti, ha condannato la sentenza.
“Questo verdetto assurdo dimostra che le varie promesse fatte dal Presidente Ferdinand Marcos Jr. per difendere la libertà di stampa non sono altro che chiacchiere vuote - ha affermato Beh Lih Yi- La sentenza è la prova di dove le autorità filippine sono disposte a spingersi per mettere a tacere le notizie critiche”. L’organo di stampa indipendente Altermidya ha condannato la sentenza: “Siamo indignati per la palese ingiustizia della sentenza del tribunale, nonostante le prove evidenti che le accuse contro Frenchie Mae, Marielle Domequil e il resto dei 5 di Tacloban siano state tutte inventate”.










