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di Federica Olivo

huffingtonpost.it, 13 maggio 2026

Dopo un lungo braccio di ferro la delega alle carceri e alla penitenziaria va a Balboni, rimasto per due mesi senza incarico. A Ostellari un contentino sui minori. Al ministero della Giustizia la serenità è un miraggio. Dopo la cacciata dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, sul ministero di Carlo Nordio continuano a soffiare venti di burrasca. Oggetto del contendere? L’eredità di Delmastro. O meglio, le deleghe che aveva il sottosegretario biellese, caduto dopo la notizia che era socio della figlia di un prestanome della famiglia malavitosa dei Senese. Per giorni su queste deleghe si consumato uno scontro tra Fratelli d’Italia e Lega. Che ha rischiato di assumere i connotati dell’ennesima crisi. Ed è stato risolto, a fatica, solo a sera. Con una vittoria di FdI.

Il posto di sottosegretario che aveva Delmastro è stato preso da un altro meloniano. Trattasi di Alberto Balboni, già presidente della commissione giustizia in Senato, che durante la legislatura si è guadagnato la fama di mediatore tra maggioranza e opposizione. Qual è il problema? Che Balboni si è insediato al ministero, ma per due settimane non gli è stato dato nulla da fare. La delega che aveva Delmastro, all’amministrazione delle carceri (quindi alla Polizia penitenziaria), è rimasta fino al 12 maggio in mano ad Andrea Ostellari, sottosegretario leghista che aveva già aveva l’incarico di occuparsi del trattamento dei detenuti. Il partito della premier l’aveva interpretata come una nomina temporanea. “La prima cosa che ha chiesto Fratelli d’Italia - spiega una fonte del ministero - dopo la designazione di Balboni è stata ridare al partito la delega al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. Il problema è che Ostellari ora ci ha preso gusto e per giorni si è rifiutato di mollare l’osso. “Un conto - ha confidato il sottosegretario leghista a un parlamentare di opposizione che l’ha incrociato pochi giorni fa in Transatlantico - è avere la delega al carcere in tutti i suoi aspetti. Un conto è averla parziale, non poter gestire la penitenziaria ma dover rispondere ugualmente dei problemi che ci sono nelle carceri e della gestione dei detenuti”. 

Alla fine, però, il leghista si è dovuto accontentare: in una lunga riunione convocata verso sera, il ministro Nordio ha scelto di accontentare il partito della premier. E di dare a Ostellari solo uno strapuntino. Le carceri e la Polizia penitenziaria saranno gestite da Balboni. Il sottosegretario di FdI avrà anche la delega alla magistratura onoraria. Ostellari tornerà a occuparsi solo del trattamento dei detenuti, con una piccola aggiunta: la gestione della Polizia penitenziaria che lavora negli istituti per minori: “L’assetto delle nuove deleghe, in quest’ultimo caso, risulta funzionale nella scelta politica di contrastare al meglio la devianza giovanile, fenomeno di assoluta attualità. Tale potenziamento prevede quindi il rafforzamento dell’intero Dipartimento Minorile, anche sotto il profilo del personale penitenziario”, si legge in una nota serale del ministero. 

Resta l’amaro in bocca per Ostellari, che in questi anni ha lavorato sottotraccia. Nelle scorse ore si è distinto per essersi vantato della costruzione di tre nuove carceri minorili. Per il resto, nessun guizzo particolare, ma nemmeno pasticci. Negli ultimi giorni il leghista si è curato di rimediare a un paio di errori della gestione Delmastro. Ha fatto riscrivere la circolare che assegnava al Dap ogni potere sulle attività ricreative e culturali nelle carceri dove ci sono detenuti di alta sicurezza - la competenza per i detenuti di media sicurezza è tornata al provveditore e al direttore del carcere - e messo una pezza alla famigerata “circolare frigoriferi”. Che, alle porte dell’estate, avrebbe impedito ai detenuti anche di avere in cella un bicchiere d’acqua fresca. Balboni, nell’attesa, che arrivasse il giorno delle deleghe, è stato in giro a fare campagna elettorale. E già parla da delegato al Dap: “Come primo atto da sottosegretario alla Giustizia ho voluto accertarmi della situazione relativa all’organico in servizio presso il carcere di Ferrara”, ha detto durante un intervento nella città emiliana.

La delega alle carceri è pesante per tanti motivi. In cima alla lista ci sono quelle che più fonti definiscono “ragioni elettorali”. Delmastro si era distinto per scivoloni e un atteggiamento ipersecuritario, ma era riuscito a instaurare rapporti molto stretti con la polizia penitenziaria. Il partito di Giorgia Meloni vorrebbe tradurre questa vicinanza in voti prima che sia troppo tardi. Il corpo ha 37mila adepti circa, un bottino non da poco alle elezioni. Disperderlo non è interesse di nessuno. Accaparrarselo è interesse di molti.