di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 20 maggio 2026
Una goccia alla volta, Forza Italia scava la roccia del fine vita. E punta all'obiettivo: portare in Aula al Senato un testo del centrodestra da condividere con le opposizioni. O almeno con chi sarà disposto a negoziare un nuovo accordo rinunciando al provvedimento firmato del dem Alfredo Bazoli. Che è anche l'unico, al momento, ad avere i titoli per approdare a Palazzo Madama il prossimo 3 giugno. Perché la mossa funzioni bisognerà trovare una sintesi sul ruolo del servizio sanitario nazionale. A partire dal testo firmato dall'azzurro Pierantonio Zanettin e dal meloniano Ignazio Zullo, che dopo mesi di stallo tornerà nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali martedì prossimo.
Il via libera è arrivato ieri dopo la riunione di maggioranza al Senato, che su richiesta di Forza Italia ha deciso di riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti. Tra cui, sicuramente, le modiche a cui già stanno lavorando gli azzurri, che mirano a superare l'ostacolo posto da Fratelli d'Italia sulla sanità pubblica cercando una sponda a sinistra. “Siamo alla ricerca di una possibile posizione di cui parlare anche con le opposizioni”, spiega la neocapogruppo al Senato Stefania Craxi. Che non si sbottona ma annuncia l'idea: affidarsi, per i percorsi di suicidio assistito, “alla volontarietà e gratuità del medico generico che può operare anche intra-moenia”. E dunque nelle strutture pubbliche, diversamente da quanto previsto attualmente dal testo.
Al momento non trapelano ulteriori dettagli: per conoscere la proposta confezionata da FI bisognerà aspettare almeno dieci giorni. E bisognerà anche stringere i tempi, come fa notare la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, presente all'incontro insieme al meloniano Francesco Zaffini, che invece guida la commissione Affari sociali. “È stata una riunione utile. Credo ci sia condivisione da parte di tutti in merito all'importanza di questa legge sul fine vita. Non c'è chi la considera d serie B o C”, dice la senatrice leghista. Per la quale “si doveva decidere se migliorare il testo” di maggioranza, come chiede Forza Italia, “dando la possibilità di cambiare ancora una volta i contenuti”, o “restare arroccati su certe posizioni ed è stata scelta la prima” ipotesi. Oltre a Craxi e al relatore di Forza Italia, alla riunione erano presenti i capigruppo del centrodestra Lucio Malan (FdI) e Massimiliano Romeo (Lega). E c'era anche il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il quale si dice “ottimista”. “Il governo e la coalizione - spiega - sono interessati a licenziare il provvedimento, ma va licenziato in un modo che sia vicino alle sentenze della Corte costituzionale ma anche alle sensibilità parlamentari”. Il viceministro azzurro conferma che quello relativo al servizio sanitario è “uno dei nodi che andrebbero sciolti”. E ribadisce la “necessità di un approfondimento” su un provvedimento che “non consente superficialità né accelerazioni che non siano frutto di una compiuta discussione”. Nel rebus delle trattative resta da chiarire quanto sarà disposto a cedere il partito della premier, che resta “freddo”. Ma anche quale posizione assumerà la Lega, che fino ad oggi non si è mai pronunciata apertamente. Eccezion fatta per l'ex governatore Luca Zaia, da sempre schierato a favore del fine vita e quantomeno scettico, nelle ultime ore, sulla possibilità di trovare una quadra.
Dopo la riunione di ieri, qualche indicazione arriva da Romeo, il quale parla di “libertà di coscienza” per i senatori leghisti ed esprime l'auspicio “di trovare un testo equilibrato che tenga conto di tutte le sensibilità”. “Prima si deve creare un testo e poi su quello si lascia alla sensibilità” dei senatori e si deciderà se “lasciare libertà di coscienza o no”, chiarisce Bongiorno. Mentre il Pd, al momento, tiene una porta aperta. “Vedremo se le proposte della maggioranza produrranno miglioramenti al testo. Quello che non siamo disposti ad accettare è di allungare ulteriormente i tempi. Se ci sarà una proposta interessante e seria la valuteremo, se questo invece produrrà un ulteriore slittamento dei tempi chiederemo di andare in aula con il nostro testo di legge. Per noi resta discriminante la questione del coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale”, dice Bazoli, vicepresidente dei senatori dem. “Mi auguro che questo tentativo di arrivare a un testo di maggioranza non nasconda, in realtà, la volontà di buttare la palla in tribuna e prendere altro tempo”, fa eco Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato ed esponente del Movimento 5 stelle. Che invece rilancia la legge di iniziativa popolare dell'Associazione Coscioni, depositata in Senato dopo aver raccolto oltre 74mila firme.









