di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 28 marzo 2022
Fino a 30 euro al giorno per rifugiato. Ecco gli aiuti alle famiglie che ospitano. Oggi l’ordinanza della Protezione civile con i contributi per associazioni, Comuni e Regioni. Agli ucraini che si troveranno una sistemazione da soli 5-600 euro per tre mesi.
Un contributo tra i 25 e i 30 euro al giorno per ogni profugo ospitato: per pagare i costi aggiuntivi delle bollette e della spesa. Finalmente in arrivo gli aiuti dello Stato alle famiglie solidali che hanno aperto le porte di casa a più dei due terzi dei 72.000 ucraini arrivati in Italia. Un flusso, leggermente diminuito, che si è assestato su circa 1500 persone al giorno. E ancora, un assegno di 5-600 euro al mese per 90 giorni per i profughi che provvederanno autonomamente alla propria sistemazione, un aumento di circa 10 euro al giorno a persona del rimborso per i centri di accoglienza e un contributo una tantum anche per i Comuni.
L’ordinanza tanto attesa da famiglie, associazioni del Terzo settore, Comuni e Regioni che stanno sostenendo i costi dell’accoglienza, sarà firmata oggi dal capo del dipartimento di Protezione civile Fabrizio Curcio a cui il governo ha assegnato la gestione dei profughi.
I fondi in arrivo dalla Ue - Oggi i ministri dell’Interno dei 27 cercheranno la quadra sui fondi da destinare all’accoglienza dei migranti, buona parte dei quali destinati alla Polonia, il Paese che in questo momento ne ospita di più ma che si è sempre opposto a condividere le responsabilità per la ripartizione dei migranti in arrivo dall’Africa. La ministra Luciana Lamorgese, nel ribadire il principio alla massima solidarietà, ricorderà ai colleghi che l’Italia si attende lo stesso spirito quando riprenderà il negoziato per il Patto immigrazione e asilo arenatosi proprio per l’opposizione dei Paesi di Visegrad, Polonia in testa. Difficile immaginare preventivamente quanti soldi andranno all’Italia visto che i profughi ucraini sono liberi di muoversi in Europa e la loro suddivisione nei diversi Paesi in quote non è proponibile. Da qui la necessità che, in attesa che i flussi si definiscano da soli, ogni governo anticipi le spese sostenute. Cosa che l’Italia farà con i 428 milioni del decreto Ucraina, su un orizzonte al momento di tre mesi.
Gli aiuti per le famiglie - Con l’ordinanza che verrà firmata oggi potranno essere subito disponibili i contributi per 60.000 famiglie che stanno ospitando o ospiteranno mamme, bambini, anziani sostenendo spese consistenti. Riceveranno un rimborso tra i 25 e i 30 euro al giorno attraverso le associazioni del Terzo settore che, per evitare loschi appetiti) saranno garanti del possesso dei requisiti ritenuti indispensabili (dagli spazi alla disponibilità di un’accoglienza a medio-lungo termine) e si faranno carico degli stessi servizi garantiti ai profughi ospiti nei centri: dalle lezioni di italiano ai corsi di formazione, dall’assistenza legale a quella psicologica.
500 euro a chi fa da sé - Confermato il contributo autonomo (tra i 5 e i 600 euro a seconda del nucleo familiare) per i profughi che invece preferiscono provvedere autonomamente alla propria sistemazione, affittandosi un appartamento o andando presso amici e parenti contribuendo in proprio alle spese sostenute. L’assegno sarà limitato ad un periodo di tre mesi.
Aumentato il rimborso ai Cas - Con Salvini al Viminale il rimborso pro-capite al giorno per i gestori dei centri di accoglienza era sceso a 21 euro. Adesso il capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione Francesca Ferrandino ha firmato una nuova ordinanza che aumenta i costi medi per l’accoglienza diffusa a 33 euro al giorno come base d’asta, ulteriormente aumentabile per singole voci di costo motivate. Quindicimila i nuovi posti che dovranno essere reperiti dal Terzo Settore.
Soldi anche ai Comuni - Un contributo per i servizi sociali che grandi e piccoli Comuni italiani stanno già sostenendo. Il quantum è da definire. La Protezione civile (che deve far quadrare i conti con i fondi disponibili) ha proposto un rimborso una tantum di 50 euro per ogni profugo, ma gli amministratori locali ritengono la cifra insufficiente. Probabilmente torneranno a battere cassa al governo in sede di conversione del decreto Ucraina.
Il nodo dei bimbi fantasma - Il censimento dei minori non accompagnati già presenti in Italia sta incontrando più difficoltà del previsto. Quelli classificati ufficialmente come minori non accompagnati sono circa 300, una minima parte dei 28.000 arrivati. In buona parte sono con la madre, ma migliaia sono fuggiti affidati dai genitori ad un familiare, un vicino di casa, un educatore. Rapporti che la legislazione italiana non riconosce come tutela legale.
La presenza dei minori va comunque denunciata al tribunale dei minori che - accertati identità, età reale e rapporto con l’adulto di riferimento - nominano un tutore legale. Ma questo non sta avvenendo. Per la paura delle famiglie ucraine che questo possa preludere ad un iter di affidamento o di adozione.
“I minori arrivati non possono essere adottati né affidati, lo Stato ucraino ha già assegnato loro dei tutori, la loro permanenza qui va gestita solo dalle associazioni di accoglienza temporanea. L’Ucraina a cui i bambini appartengono non accetta tale violazione che potrebbe portare a un incidente diplomatico”, si spinge a dire Yuliya Dynnichenko, presidente dell’associazione italo-ucraina I Nuovi Confini. Ma il timore delle istituzioni e delle associazioni umanitarie è che in questa situazione indefinita possa nascondersi il rischio di tratta dei minori.











