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di Valentina Marotta e Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 10 giugno 2025

L’imprenditore condannato per bancarotta. I medici del carcere: “Salute a rischio”. In cella a 94 anni, già da quattro giorni, e in condizioni di salute precarie. È la storia di un detenuto fiorentino a Sollicciano per un reato di bancarotta fraudolenta di circa 15 anni fa. Una condanna arrivata in primo grado a quattro anni e otto mesi, contro la quale era stato fatto appello nel 2021. La corte d’appello, però, ha confermato la pena. “La sua salute è a rischio”, dicono i medici del carcere.

In cella a 94 anni, già da quattro giorni, e in condizioni di salute precarie. Claudicante, cammina appoggiandosi a un bastone e attraverso l’aiuto di un altro recluso. È la storia di R.C., detenuto fiorentino a Sollicciano per un reato di bancarotta fraudolenta per il crac di un’azienda avvenuto circa quindici anni fa. Una condanna arrivata in primo grado a quattro anni e otto mesi, contro la quale era stato fatto appello nel 2021. La corte d’appello, però, l’anno scorso ha confermato la pena. Nessun ricorso in Cassazione e la pena diventa definitiva.

E così, giovedì scorso, arriva la polizia a casa dell’uomo per eseguire un ordine di carcerazione. Suona il cellulare del suo avvocato, dall’altra parte c’è il figlio del signore che dice: “Stanno portando via mio padre”. “Prima di quel giorno, quell’ordine di carcerazione non era stato notificato ai difensori” spiega l’avvocato Luca Bellezza che assiste l’anziano. A quel punto il legale fa istanza di differimento pena per motivi di salute o in alternativa l’applicazione della detenzione domiciliare, misura destinata per legge agli ultrasettantenni. Il giudice di Sorveglianza Claudio Caretto chiede una relazione ai medici della casa circondariale. Per i sanitari, il detenuto pur essendo in buon stato di salute è un soggetto fragile. Nel contesto carcere, “la combinazione di fattori biologici, psicologici e socio ambientali possono esporre il detenuto a maggiore vulnerabilità, rispetto ad eventi negativi per la salute”. C’è il rischio di un rapido declino delle funzioni fisiologiche. E pertanto i medici auspicano l’adozione di misure alternative e sollecitano una perizia per dichiarare l’incompatibilità con il regime carcerario

Nonostante questo, il giudice Caretto respinge l’istanza: non ci sono i requisiti di urgenza, alla luce delle condizioni di salute attestate dei medici. Quindi per il momento deve restare in carcere. Ora la parola passa al tribunale di sorveglianza, in veste collegiale, che potrà confermare o ribaltare la decisione. “Ho incontrato il mio assistito nelle ultime ore - ha detto l’avvocato Bellezza - e ho visto un uomo che ha 94 anni, per fortuna combattivo e con uno stato d’animo tenace, ma non si sa per quanto potrà reggere, è urgente una misura alternativa”.

“Non è possibile tenere in carcere una persona di 94 anni perché non rappresenta più un pericolo per la società” ha detto il garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani.

Parole simili da Fatima Benhijji, presidente di Pantagruel: “Una persona anziana e con malattie certificate non può vivere dentro il carcere, tanto meno a Sollicciano. Lo Stato intervenga”. Parole simili da don Vincenzo Russo, responsabile area carcere della diocesi: “A Vicofaro si dice che i migranti non possono stare nella comunità di don Biancalani per le condizioni igienico sanitarie, e invece nel degrado e nella sporcizia di Sollicciano può stare un povero anziano di 94 anni?”. “Non capisco perché sia in carcere. Abbiamo visto l’uomo che non sembra lucido mentalmente”, conclude Emilio Santoro di Altrodiritto.