sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 24 novembre 2024

Sono scaduti i 90 giorni fissati dal Dap per migliorare le condizioni, ma tutte le criticità restano. Dal procedimento disciplinare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria emesso a luglio nei confronti della direttrice Antonella Tuoni per il degrado di Sollicciano, non è cambiato nulla. Il Dap aveva dato 90 giorni per ripristinare condizioni accettabili, ma la situazione di difficoltà del carcere fiorentino è rimasta identica. Intanto la direttrice è in malattia, ed è arrivata una reggente part-time. A Prato il Consiglio comunale sul carcere.

Era metà luglio quando dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria venne emesso un procedimento disciplinare nei confronti della direttrice di Sollicciano Antonella Tuoni per il degrado di Sollicciano e in particolare per le condizioni di insalubrità e fatiscenza nelle quali erano costretti a vivere e lavorare sia i detenuti che gli agenti penitenziari. Il Dap aveva prescritto di sanare le inosservanze entro novanta giorni, emettendo anche una sanzione di 25mila euro per la direttrice.

Questi novanta giorni sono ormai passati e queste criticità non sono state sanate. “Ma non per colpa mia”, ha ripetuto in questi mesi la direttrice Tuoni, che si è sempre definita una vittima della delicata situazione del penitenziario di Sollicciano, dove i lavori annunciati dalla ministra Cartabia qualche anno fa (dal valore di circa 7 milioni) sono iniziati ma fanno acqua (a volte letteralmente) da tutte le parti, tanto che si sono bloccati e non sono mai proseguiti, con buona pace di chi vive e lavora a Sollicciano.

La direttrice ha presentato un ricorso, tramite i suoi legali, nei confronti del provvedimento dell’amministrazione penitenziaria. Nel frattempo ha lasciato provvisoriamente Sollicciano da una decina di giorni, essendo in malattia. Nei giorni scorsi, chi l’ha vista entrare in carcere a prendere alcuni dei suoi documenti, ha parlato di una persona molto provata, scura in volta, visibilmente amareggiata e arrabbiata per l’andamento delle cose all’interno del carcere e per il provvedimento subito dal Dap. Al suo posto, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, come reggente dell’istituto fiorentino, arriverà Loredana Stefanelli, attuale direttrice del carcere di Pistoia, che quindi dovrà dividersi tra i due penitenziari, non riuscendo probabilmente a dedicare impegno al cento per cento a entrambi i luoghi, visto appunto il doppio incarico. Ma quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane, secondo alcuni rumors che provengono dall’interno di Sollicciano, è che la direttrice Tuoni decida addirittura di non ripresentarsi e di rassegnare le dimissioni essendo molto provata per quanto accaduto.

Senza una direzione stabile, secondo l’ex cappellano di Sollicciano don Vincenzo Russo, “il carcere di Firenze avrà sicuramente un importante vuoto di potere, spero che questo vuoto sia riempito al più presto da una persona che se ne prenda cura e affronti quei tanti problemi reali che in questi lunghi mesi non sono stati affrontati”. Russo si dice poi sorpreso che la direttrice Tuoni “per tanto tempo con un atteggiamento protettivo del carcere, si sia improvvisamente accorta che la situazione non è più così dignitosa dentro al penitenziario fiorentino”.

Secondo Emilio Santoro de L’Altro Diritto, “dopo i tre mesi di tempo che il Dap aveva dato per migliorare Sollicciano, in realtà non è stato fatto nulla, c’è da dire che non so se si poteva fare effettivamente qualcosa perché c’è una controversia sui lavori già effettuati, la direttrice ha sostenuto che non sono stati fatti a regola d’arte, la cosa certa è che a rimetterci ancora una volta sono i detenuti e i lavoratori del carcere”.