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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 14 gennaio 2025

Stavolta i problemi di Sollicciano non riguardano i detenuti ma gli agenti penitenziari. Sono quasi 300 i lavoratori del carcere fiorentino che da circa dieci giorni sono costretti a stare senza riscaldamento e senza acqua calda. Sono gli agenti che vivono nella caserma accanto al penitenziario, dove un guasto idraulico sta provocando disagi importanti, come raccontato Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Penitenziari. “Dentro le stanze e i corridoi della caserma fa freddo - racconta il sindacalista - Le docce sono fredde e molti agenti scelgono quindi di non lavarsi. Non sono condizioni umanamente dignitose per i lavoratori di Sollicciano, che già devono fronteggiare quotidianamente tante altre emergenze”. La situazione è stata segnalata al Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, spiegano dai sindacati, “ma ancora non è stata risolta e l’emergenza freddo continua ad andare avanti anche in questi giorni”.

Una questione ormai atavica, quella del freddo dentro il carcere di Sollicciano. Non soltanto per gli agenti penitenziari, ma anche per i detenuti, che spesso devono fronteggiare i problemi idraulici del penitenziario. Un penitenziario dove persistono i problemi strutturali, con ingenti infiltrazioni nelle celle e nei corridoi, e con ambienti che sono molto freddi e umidi durante l’inverno e molto caldi durante l’estate.

Problemi che hanno fatto scattare uno stato di agitazione tra i lavoratori del carcere. “Dallo scorso 8 gennaio - ha spiegato ancora Grieco - come segnale di protesta abbiamo deciso di andare alle riunioni indette dall’amministrazione penitenziaria senza condividere i lavori all’ordine del giorno stipulati, almeno fino a quando non verranno date risposte serie e affrontati i bisogni reali sia della polizia penitenziaria, sia dei detenuti, essendo indecoroso e indegno non avere riscaldamento e acqua calda e continuare a lavorare in ambienti che in una normale azienda avrebbero comportato la chiusura dell’azienda stessa da parte delle autorità competenti”.

Tutte questioni che sono emerse anche durante la recente visita al carcere da parte della Commissione politiche sociali del Comune, il cui presidente Edoardo Amato ha affermato: “A Sollicciano si sente odore di muffa, ci sono infiltrazioni lungo le pareti, ci sono calcinacci per terra, fa freddo”. E poi: “Abbiamo incontrato alcuni detenuti, ci hanno detto di aver sbagliato, ci hanno detto di voler scontare la pena, ma ci hanno detto che vorrebbero farlo in modo umano e dignitoso. Alcuni hanno sottolineato il problema della presenza delle cimici e dei topi all’interno delle celle”.

Da ricordare, tra gli ultimi episodi tragici, il suicidio che lo scorso 3 gennaio si è verificato all’interno del carcere fiorentino, quando si è tolto la vita, impiccandosi dentro la sua cella, un giovane egiziano di 25 anni, che già in passato era stato protagonista di tentati suicidi e di gesti di autolesionismo, un fenomeno quest’ultimo per cui Sollicciano è il penitenziario più colpito d’Italia.