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di Stefania Valbonesi

stamptoscana.it, 9 luglio 2022

Una bellissima iniziativa, una tavola rotonda che si è svolta attorno ad uno dei libri fondamentali per la comprensione del mondo del carcere in Italia, si è tenuta stamattina al Giardino degli Incontri a Sollicciano, alla presenza di alcuni dei protagonisti di un panorama variegato e complesso, dove non si può e non si deve perdere, come titola il libro di Alessandro Margara, “La giustizia e il senso di umanità”, la consapevolezza dell’umanità dei detenuti.

Al convegno hanno partecipato, oltre alla direttrice Antonella Tuoni motore dell’evento, il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana Giuseppe Fanfani, Sara Funaro, Assessora all’educazione e welfare del Comune di Firenze e Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio regionale della Toscana per i saluti istituzionali. Le relazioni, che hanno preso il via alle 10.30, sono state molto interessanti, da “La stanchezza delle belle frasi” di Mauro Palma, Presidente del Collegio del garante nazionale delle persone private della libertà personale, a “L’eredità di Sandro Margara”, di Franco Corleone, Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Udine e curatore del libro, fino a “Conservare la memoria: l’Archivio Margara”, relazione tenuta da Saverio Migliori, Responsabile Area carcere e giustizia della Fondazione Michelucci. Alle 11.30 si sono tenuti gli interventi, aperti da Marcello Bortolato, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, per preoseguire con Pierpaolo D’Andria, Provveditore regionale Amministrazione penitenziaria Toscana e Umbria, chiusi da Eros Cruccolini, Garante dei detenuti del Comune di Firenze. La relazione conclusiva si è tenuta a partire dalle 12 da parte di Carlo Renoldi, nuovo Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, in un certo senso “ospite d’onore”, della giornata.

Sull’iniziativa, raggiunto da Stamp, è intervenuto don Vincenzo Russo, il cappellano del carcere di Sollicciano, che ha plaudito all’evento, mettendo l’accento sul fatto che Margara “è stato un uomo molto concreto, mi auguro che parlando di carcere si faccia tesoro di questa concretezza”. Inoltre, porgendo a Renoldi un felice benvenuto, “mi auguro anche - ha detto - che ci siano molte e frequenti visite del nuovo capo del Dap, dal momento che si sono viste pulizie straordinarie e apprezzate, mai finora realizzate e ci si augura che continuino”.

Un’ottima mattinata insomma per Sollicciano, che tuttavia attende, a proposito di concretezza, soluzioni urgenti per due delle più pressanti esigenze emerse dai detenuti e dalle associazioni, ovvero debellare la piaga delle cimici e cercare di trovare una soluzione generale ai suoi strutturali problemi di igiene.