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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 22 dicembre 2024

In malattia la titolare, staffetta fra gli altri dirigenti toscani. Il Garante: struttura abbandonata a se stessa. Un direttore diverso ogni settimana. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, dopo che la direttrice titolare Antonella Tuoni è entrata in malattia, alla direzione si alternano in continuazione persone diverse. Una mancanza di stabilità che va a pesare su un istituto penitenziario già di per sé molto complesso. Ad alternarsi alla guida della struttura, ci sono principalmente i direttori o le direttrici di altre carceri toscane, che però devono svolgere contemporaneamente il ruolo in due penitenziari diversi.

“Tutto questo appare come una follia - ha detto chiaramente Emilio Santoro dell’associazione L’Altrodiritto - In ogni caso, anche se ci fosse una direzione più stabile, come abbiamo già avuto modo di vedere, non è semplice risolvere gli atavici problemi di Sollicciano. Qualunque direttore stabile ci fosse, farebbe fatica a fare qualcosa di concreto. Figuriamoci adesso”. Parole simili dal garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani: “Ormai Sollicciano è abbandonato a se stesso, non si può amministrare con una direzione provvisoria come sta succedendo adesso”.

Dopo le festività natalizie, dovrebbe essere previsto il rientro della direttrice Tuoni, che alcuni mesi fa era stata sanzionata dal Dap (dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) per il degrado in cui versa il carcere fiorentino, le cui responsabilità sono in realtà da ricercare in cause molto più profonde e radicate nel tempo (non a caso furono diverse le attestazioni di alla direttrice da parte delle istituzioni locali, tra cui Palazzo Vecchio con la sindaca Sara Funaro).

Fatto sta, che la direttrice è entrata in malattia e al suo posto si alternano in queste settimane vari direttori al vertice: “E tutto questo non è assolutamente salutare per Sollicciano - ha detto Giuseppe Proietti Consalvi del sindacato di polizia penitenziaria Osapp - Ci vorrebbe un direttore permanente ma questo potrebbe accadere soltanto se il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria avviasse la procedura di interpello che però non può avviare perché esiste già una direttrice titolare a Sollicciano che quindi non può essere sostituita in modo continuativo”. Certo è, ha aggiunto, che “il cambio continuo alle redini del penitenziario fiorentino non fa bene al carcere che già versa in condizioni molto critiche”.

Secondo Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Pa, “la pianta organica di un carcere dovrebbe prevedere una direzione e due persone aggiuntive che possano farne le veci, invece questo non succede mai nei sedici istituti toscani e in un penitenziario importante e grande come quello fiorentino questa mancanza crea danni notevoli. I cambi al vertice di Sollicciano sono continui, anche di più di un direttore a settimana, soprattutto in questo periodo di festività natalizie”.

Parole di sconforto anche da parte di don Vincenzo Russo, ex cappellano di Sollicciano e attuale responsabile della pastorale per il carcere della diocesi fiorentina: “Le condizioni di Sollicciano sono già fragili in condizioni normali, adesso la situazione di provvisorietà con una direzione diversa ogni pochi giorni, sta diventando inaccettabile e aumenta la vulnerabilità di questo penitenziario tra i più critici d’Italia. Mi chiedo: che fine hanno fatto tutti quei progetti di ristrutturazione annunciati dal ministero della giustizia e mai concretamente realizzati?”.