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librerialornitorinco.it, 11 maggio 2025

Tra sovraffollamento, rivolte, trattamenti disumanizzanti, torture, abusi ed emergenza suicidi, la situazione delle carceri italiane è tra le peggiori in Europa. Nel momento in cui qualcunə finisce in carcere, non perde unicamente la sua libertà di movimento: spesso, a quella si aggiungono la sua dignità di essere umano, la possibilità di un futuro diverso, l’aspirazione a un cambiamento. È scritto che la funzione della pena è rieducativa e riabilitativa; sulla carta, ma di certo non nei fatti, non in queste condizioni. Davvero pensiamo che rinchiudere fisicamente gli individui che commettono un crimine, escludendoli dalla società e relegandoli ai margini, sia il modo migliore per prevenire quei reati e costruire un mondo migliore e sicuro per tuttə? Noi pensiamo di no, che c’è un sistema intero che va ripensato. L’abolizione del carcere è un progetto concreto. Giulia De Rocco ce lo racconta immaginando un futuro prossimo in cui si è realizzato. Mescola saggistica e narrazione, concentrandosi sui passaggi individuali e collettivi che hanno tracciato le tappe di questa trasformazione.

Non si parla solo del superamento degli istituti di detenzione: è un processo che parte dalla nostra intimità, dalle nostre relazioni e dalle nostre comunità per stravolgere quegli assunti che ci sembrano irrinunciabili come i binomi vittima/carnefice, innocente/colpevole. Assunti che sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare a contesto, cause, strutture di potere di cui istituzioni e mercati hanno bisogno per sopravvivere.

“Abolire il carcere” significa lavorare per il superamento delle oppressioni e la decostruzione dei sistemi di potere. Significa abbandonare la punizione per una giustizia che trasforma e guarisce basata su benessere e cura. Soprattutto bisogna iniziare dall’alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più permeabili sino a farli sparire. Lunedì 12 maggio alle 19:00 ne parliamo con l’autrice e con Alessia Dulbecco. Per immaginare davvero un futuro migliore.