rainews.it, 17 dicembre 2022
Per i pestaggi a Sollicciano pagano in nove. Ma il giudice declassa il reato a “lesioni aggravate”. Non ci fu tortura nel carcere di Sollicciano a Firenze: lo ha deciso il gup Silvia Romeo che ha derubricato l’accusa contestata dalla procura in lesioni aggravate e ha inflitto, con il rito abbreviato, condanne a fino a 3 anni e 6 mesi ad un’ispettrice della Polizia penitenziaria e ad altri otto agenti per i pestaggi avvenuti nell’istituto tra il 2018 e il 2020.
Caduti alcuni episodi di falso e calunnia. Assolto un altro agente, che aveva chiesto l’abbreviato, e prosciolti due medici in servizio nel carcere, accusati di aver raccontato un’altra versione su due detenuti aggrediti. La procura aveva chiesto 8 anni per l’ispettrice, ritenendola l’istigatrice dei pestaggi, e tra 1 e 7 anni per gli altri imputati. L’inchiesta esplose nel gennaio 2020, con l’arresto dell’ispettrice, di un agente e di un assistente capo.
Per altri sei agenti, scattarono le misure interdittive. Al centro dell’inchiesta, tre presunti pestaggi, avvenuti tra il 2018 e il 2020.Nell’ufficio dell’ispettrice sarebbe avvenuto il più violento degli episodi contestati, vittima un detenuto marocchino, colpevole di aver protestato insultando un agente. L’uomo sarebbe stato portato nell’ufficio e poi, davanti all’ispettrice, picchiato da sette agenti con pugni e calci fino a lasciarlo a terra senza fiato e procurandogli la frattura di due costole.
Prima di essere portato in infermeria, sarebbe stato inoltre condotto in una stanza di isolamento, costretto a togliersi i vestiti e lasciato nudo per alcuni minuti per umiliarlo. Nell’inchiesta erano coinvolti anche due medici della Asl Toscana Centro in servizio nel carcere, accusati di falso materiale e commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, di omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale e di favoreggiamento.
I due professionisti sono stati prosciolti dalle accuse anche se per la procura, in due distinti episodi, avrebbero coperto gli autori dei pestaggi omettendo di visitare i detenuti che venivano portati in infermeria dopo le violenze, certificando come lievi lesioni che, invece, avevano una prognosi reale di oltre 20 giorni.
E appena ieri, giovedì, a Siena, per una vicenda in qualche modo analoga, il pm Valentina Magnini aveva chiesto, a vario titolo, condanne da 6 anni e 6 mesi fino a 8 anni e 4 mesi per cinque agenti di polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano (Siena) a processo con accuse di lesioni aggravate, falso ideologico, minaccia e tortura. I fatti contestati risalgono all’11 ottobre 2018 quando un detenuto tunisino avrebbe subito un presunto pestaggio nel corso di un trasferimento di cella da parte di un gruppo di agenti penitenziari. Le richieste di condanna del pubblico ministero sono arrivate al termine di una dura requisitoria durata oltre cinque ore. Prossima udienza il 22 dicembre.









