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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 15 ottobre 2025

Quasi il doppio dei detenuti previsti dal regolamento. Al carcere minorile Meucci di Firenze, fino a pochi giorni fa, c’erano 29 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 17. Un sovraffollamento che ha toccato il suo culmine dopo tanto tempo, e in seguito al quale diversi ragazzini reclusi sono stati costretti a dormire per terra su materassi improvvisati. Adesso l’emergenza è leggermente rientrata perché proprio negli ultimi giorni, alcuni detenuti sono usciti, ma resta il sovraffollamento, con 22 ragazzi, cinque in più della capienza regolamentare. E c’è il rischio che, già a partire dalle prossime settimane, la struttura possa nuovamente riempirsi.

A fornire i numeri è l’associazione Antigone, che proprio ieri mattina ha visitato l’istituto penitenziario in via degli Orti Oricellari. “Anche a Firenze, come in molti altri penitenziari minorili, c’è un sovraffollamento strutturale - dice al termine della visita Susanna Marietti di Antigone - probabilmente qui va meglio rispetto ad altre realtà, ma il problema esiste ed è la conseguenza del decreto Caivano varato dal Governo, in base al quale sono aumentati i reati, con continui ragazzi arrestati”.

Tra questi, ci sono soprattutto i minori non accompagnati, che nell’istituto di Firenze sono oltre la metà, quasi tutti di provenienza tunisina. “Si tratta di ragazzini che arrivano in Italia dopo un lungo viaggio. Nelle città italiane finiscono per strada, talvolta a spacciare e talvolta facendo uso di sostanze, e per questo finiscono in carcere”.

Una questione, quella dei minori non accompagnati, che negli ultimi anni è diventata particolarmente esplosiva, a causa di arrivi sempre più alti. Attualmente, nella provincia di Firenze sono circa 360 gli under 18 arrivati dal Sud del Mondo senza i loro genitori, mentre sfiorano quota mille quelli presenti in tutta la Toscana. “L’accoglienza per i minori stranieri - continua Marietti - è decisamente insufficiente e ciò ha un effetto sull’ingresso in carcere di questi ragazzi, che si trovano per anni a vivere per strada. I recenti tagli dei rimborsi ai Comuni da parte del Ministero dell’Interno avranno inevitabili e significative ripercussioni in questo senso. Il carcere non può essere considerato l’ultima frontiera del welfare”.

Detto questo, la situazione nel carcere fiorentino non è così drammatica come da altre parti, hanno tenuto a sottolineare gli operatori dell’associazione Antigone. “Nell’insieme l’istituto Meucci non ci ha fatto una cattiva impressione - aggiunge Marietti - non ci hanno fatto entrare nel reparto detentivo, siamo rimasti soltanto nelle aree comuni, dove abbiamo potuto constatare le attività formative in cui erano impegnati i ragazzi, dalla scuola ai laboratori professionali, tra cui quelli di gelateria e per barbieri. Abbiamo visto ragazzini molto presenti e svegli, non assuefatti a causa dell’assunzione di psicofarmaci e questo è positivo”. A rendere più critica la situazione del minorile fiorentino, aggiungono dall’associazione Antigone, anche “i lavori eterni di ristrutturazione in corso da anni”, che rendono più angusti e meno fruibili gli spazi.