di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 giugno 2026
Cominciati i trasferimenti. Ma dal carcere di Prato prime richieste al tribunale. “Non ci sono spazi”. Altri 45 detenuti, oltre ai 66 in corso di trasferimento, saranno trasferiti dal carcere di Sollicciano ad altri penitenziari toscani. Raggiungono dunque quota 111 i reclusi che dall’istituto fiorentino, all’indomani del sequestro di sette sezioni da parte del gip, andranno ad affollare le carceri della Toscana, che già versano in condizioni critiche dato l’alto numero di persone all’interno delle celle. Si dicono preoccupati gli agenti penitenziari.
“Portare oltre i limiti di capienza istituti della toscana è da irresponsabili - dice Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil fp Penitenziari - Sapendo che poi una serie di operazioni come isolamenti sanitari e disciplinari non potranno essere eseguiti, questo rischia di portare all’ingovernabilità degli istituti penitenziari con possibili disordini. Oltre al fatto che in alcune realtà è carente oppure del tutto mancante l’assistenza sanitaria e psichiatrica in determinati orari e giorni”.
Il penitenziario dove finora sono arrivati più detenuti da Firenze è La Dogaia di Prato con diciassette persone. Esprime molte perplessità la garante pratese Margherita Michelini: “Il carcere è già sovraffollato e i reclusi che vi dimorano non hanno spazio sufficiente, con meno di tre metri quadrati a disposizione, la soglia stabilita dalla giurisprudenza europea e italiana per evitare trattamenti inumani e degradanti. In quasi tutte le celle ci sono tre persone e siamo già al limite”. Ecco perché, fa sapere Michelini, ma anche Emilio Santoro dell’associazione Altrodiritto, stanno partendo già diversi ricorsi da parte dei detenuti di Prato, proprio come accaduto a Sollicciano nei mesi scorsi.
Per gestire al meglio i trasferimenti da Firenze, dovrebbe aprire entro la metà di luglio uno dei due nuovi padiglioni delle Sughere di Livorno, come raccontato dal garante dei detenuti della città Marco Solimano. Si tratta di una struttura con 134 posti con acqua calda e servizi igienici separati in ogni cella, ma non ancora del tutto ultimata. “Il nuovo padiglione - spiega Solimano - dovrà ospitare prioritariamente i circa 75/80 detenuti che attualmente si trovano nella fatiscente sezione di media sicurezza del transito e della affollata sezione nuovi giunti”.
Resterebbero disponibili al massimo 55 posti. La preoccupazione è che da Firenze possano arrivare più detenuti del previsto, aggravando il sovraffollamento di un carcere che ospita già 240 persone a fronte di una capienza di soli 149 posti. Riguardo invece l’altro padiglione, che avrebbero dovuto aprire assieme al primo, non ci sono buone notizie: “Se ne sono perse le tracce - ammette Solimano - i lavori sono fermi e non si ha idea di quando possano riprendere. I tempi per la riapertura non sono quindi neppure prevedibili”.
E nell’attesa dei trasferimenti, prosegue l’incertezza dei familiari di molti detenuti di Sollicciano che non hanno ancora notizie su dove i loro cari saranno spostati. Per alleggerire il carico sui penitenziari sovraffollati, c’è chi paventa la riapertura del carcere dismesso sull’isola di Pianosa, come sottolineato da Leo Beneduci, segretario generale dell’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp): “Nelle ultime settimane, si sono moltiplicate voci di corridoio, tutte da verificare, secondo cui sarebbero in corso valutazioni sulla possibile riapertura di Pianosa. Non affermiamo che ciò sia vero. Diciamo però che queste voci non nascono dal nulla: sono il riflesso del silenzio istituzionale”.
In merito ai provvedimenti della magistratura su Sollicciano, è intervenuto il garante nazionale, che in varie visite negli ultimi anni ha riscontrato condizioni degradanti degli spazi detentivi. Da qui la raccomandazione formalmente rivolta all’amministrazione di una “temporanea chiusura della Sezione IV, con il conseguente trasferimento dei detenuti in altre sedi detentive”.









