di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 settembre 2024
Sono ancora nel settore che a luglio fu incendiato durante la rivolta per il suicidio. Sono in venti e si trovano ancora nel settore che, a inizio luglio, fu devastato dalla rivolta dei detenuti per il suicidio di un giovane di 20 anni. Durante la protesta furono incendiati oggetti e materassi che hanno reso inagibile le celle. Ma ancora venti detenuti si trovano lì, senza luce né acqua per le docce. Sulle pareti annerite c’è ancora l’odore lasciato dall’incendio. A volte l’aria è irrespirabile. E poi non c’è più corrente elettrica, questo significa che manca la luce, che non funzionano i ventilatori, che non si può accendere la televisione. E poi le docce, fuori uso anche queste.
La sesta sezione del carcere di Sollicciano, dopo la rivolta con urla e roghi di inizio luglio, è ancora semi devastata. E dentro, nonostante buona parte dei reclusi sia stata trasferita in altri penitenziari toscani e italiani, ci sono ancora circa venti detenuti. “Vivono in condizioni da Terzo Mondo”, è la denuncia di Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Pa, che lancia un appello all’amministrazione penitenziaria affinché siano trasferiti nel più breve tempo possibile. “Le condizioni di questa sezione, dove vivono perlopiù detenuti stranieri, sono drammatiche - aggiunge il sindacalista - Ci sono pareti nere, l’ambiente è malsano e anche noi agenti siamo costretti a lavorare in condizioni molto dure, sono condizioni non accettabili. Il paradosso è che tutti lo sanno ma nessuno sembra muoversi concretamente per cambiare la situazione”. Grieco se la prende anche con la nuova provveditrice regionale all’amministrazione penitenziaria, Gloria Manzelli, che “si è insediata da circa tre mesi ma che ancora non ha ricevuto le organizzazioni sindacali per discutitere delle forti criticità del carcere più complesso della Toscana”.
La sezione numero 6 era stata devastata a inizio luglio. I reclusi avevano scatenato una rivolta incendiando materassi e distruggendo numerosi oggetti a poche ore di distanza dal suicidio di un detenuto nordafricano di vent’anni. Nel frattempo, continuano a Sollicciano le visite dei parlamentari.
Ieri mattina è stata la volta della deputata di Forza Italia Erica Mazzetti, che al termine della visita ha detto: “Ho constatato una situazione preoccupante ed emergenziale, tra cemento armato deteriorato, infiltrazioni, insetti, riscaldamento, con problemi gravi per i detenuti e per i lavoratori. Ovviamente, ci sono criticità evidenti anche riguardo l’organico visto che mancano ispettori e non solo. Ho parlato con i dipendenti del carcere, ma anche con i detenuti che comprensibilmente chiedono condizioni più umane”. Ecco perché Mazzetti ha segnalato i problemi al viceministro della Giustizia e proposto “di fare subito una ricognizione e un tavolo per individuare una strategia, senza slogan”.
Oggi sarà la volta di un’altra delegazione di Forza Italia, nell’ambito della campagna sull’emergenza carceri avviata dal segretario nazionale del partito Antonio Tajani. A entrare in visita a Sollicciano saranno Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia, il segretario regionale toscano, Marco Stella e i dirigenti Nicola Nascosti ed Eros Baldini. “Occorre andare nella direzione di un alleggerimento della popolazione carceraria, specie per la popolazione anziana e per i tossicodipendenti - hanno detto gli esponenti di Forza Italia - Ciò non significa che noi non vogliamo che ci sia l’esecuzione della pena. Ma non vogliamo che in carcere peggiori la situazione”.










