di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 marzo 2025
I sindacati: “Stessi problemi in altri locali, perché allora non chiudere anche quelli”. Muffa, tubi rotti, degrado. Le stanze di Sollicciano destinate alle attività mediche fanno acqua - letteralmente - da tutte le parti e il direttore provvisorio del penitenziario fiorentino, Alessandro Monacelli, ne ha disposto il trasferimento in quattro stanze nei locali adiacenti alla direzione. Un trasloco piuttosto complicato che costringe alcuni agenti penitenziari a stiparsi in spazi più stretti oppure a spostarsi in altre stanze per permettere di adibire i locali in questione a infermerie.
Non trova dunque pace il carcere di Sollicciano, visto che anche i locali medici sono degradati e insalubri. La decisione del trasloco, già partito, è arrivata in seguito a una riunione e a un sopralluogo tenuto dal provveditore all’inizio di marzo, che ha constatato lo stato di salute dei locali.
Una decisione che però ha fatto irritare i sindacati degli agenti penitenziari, che adesso sostanzialmente si chiedono: “Visto che si è proceduto in tempi così celeri al trasloco dei servizi sanitari, perché allora non decidere di intervenire drasticamente sull’intero carcere visto che gran parte di esso versa in condizioni ugualmente drammatiche?”. In sostanza, perché non intervenire chiudendo le parti di Sollicciano che versano nel degrado?
Il primo a porre il tema è stato Eleuterio Grieco, segretario regionale della Uil Pa Penitenziari. Numerose le domande che, in una lettera, rivolge al ministero della giustizia e al provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. Innanzitutto, si chiede il sindacalista, “perché vengono concessi spazi all’Asl nell’area della direzione di Sollicciano” se questo significa incidere in locali “che sono adibiti a uffici?”. E poi la domanda più significativa: “Perché il provveditorato si è preoccupato degli uffici dell’Asl e non si inquieta per gli ambienti del carcere dove lavorano poliziotti nei reparti e altri luoghi anch’essi in condizioni insalubri di un profondo degrado con muffe ed infiltrazioni di acqua, cimici, topi e tubi rotti?”. E ancora: “Perché dello specifico tema non sono state portate a conoscenza le rappresentanze sindacali di entrambi i comparti visto il disagio e il malessere che si sta procurando per la scelta operata verso i suoi dipendenti?”.
Domande particolarmente importanti e urgenti anche alla luce del fatto che a Sollicciano manca, ormai da mesi, una direzione stabile dopo il mancato rinnovo dell’incarico all’ex direttrice Antonella Tuoni. Adesso, dopo l’avvicendarsi di vari direttori provvisori, nel penitenziario fiorentino arriva, nel ruolo di vertice, l’attuale direttrice del penitenziario di San Gimignano, Mariagrazia Giampiccolo, che resterà in carica per almeno tre mesi. Amaro il commento di Leo Beneduci, segretario generale del sindacato della polizia penitenziaria Osapp: “Il nuovo provvedimento del provveditorato toscano che destina un unico direttore a gestire contemporaneamente i penitenziari di San Gimignano e di Sollicciano a Firenze, con appena due o tre accessi settimanali e reperibilità telefonica per il restante periodo, rappresenta l’apice dell’irresponsabilità istituzionale in un momento di gravissima crisi per entrambe le strutture”.











