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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 9 luglio 2024

Il Governatore: “Sono per la ristrutturazione, ma serve una svolta. Il governo deve fare la sua parte”. “La Toscana e Firenze non possono essere associati all’immagine di un territorio che non assicura condizioni di vita umane e rispettose della dignità. La situazione a Sollicciano è devastante e lo Stato deve trovare le risorse per ristrutturare questo carcere, è importante prendere una decisione perché se ne parla da anni, e occorre agire concretamente”. Lo ha detto il presidente Eugenio Giani a Palazzo Strozzi Sacrati, dove ieri pomeriggio si è svolta una seduta straordinaria di giunta dedicata alla situazione dei penitenziari presenti sul territorio regionale, in seguito al suicidio del ventenne tunisino nel carcere fiorentino di Sollicciano e della protesta di altri detenuti scoppiata alla notizia della morte del giovane.

Alla luce di quanto accaduto, il governatore toscano ha scritto una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per avere chiarimenti sul futuro del carcere fiorentino. Per Giani, sarebbe meglio ristrutturare il carcere anziché demolirlo come proposto da molti, tra cui la sindaca Sara Funaro.

Il presidente ha poi sottolineato che la Regione, “nonostante non abbia competenze dirette, fa molto più della sua parte verso il sistema penitenziario”. E quindi “adesso è lo Stato che deve fare la sua parte intervenendo sulle strutture e assicurare condizioni di vita dignitose ai detenuti”. Sono 34 milioni i fondi che la Toscana mette in campo ogni anno a favore del sistema penitenziario. “Tredici milioni di euro - ha detto Giani - in progetti che oggi vanno dai 3 milioni per la formazione che coinvolgono fino a 800 detenuti, ai 4 milioni per l’efficientamento energetico del complesso detentivo fiorentino, alle risorse per il polo universitario penitenziario, ai servizi sociali, fino alle iniziative culturali, come ad esempio la storica eccellenza del teatro in carcere a Volterra”. E poi: “A questi 13 milioni - ha chiarito il presidente - vanno aggiunti quelli garantiti nell’ambito del sistema sanitario regionale per assicurare medici, specialisti, ambulatori, prevenzione, e in generale i Lea, i livelli essenziali di assistenza, per i detenuti. Sono circa 21 milioni, di cui solo 9 provengono dalla ripartizione del Fondo sanitario nazionale, il resto vengono attinti dal bilancio regionale”.

Nel frattempo, prosegue il trasferimento di circa 80 reclusi dalle sezioni 5 e 6 di Sollicciano, che in seguito alla rivolta sono diventate inagibili. “Una parte è già stata trasferita in altri istituti penitenziari in Toscana e fuori regione - ha detto il garante comunale dei detenuti Eros Cruccolini - Ma sulla parte rimanente siamo in attesa delle disponibilità. Non si possono aggravare altri istituti per decongestionare Sollicciano”. Il motivo per cui si tarda a trovare soluzioni è dettato anche dal sovraffollamento degli altri penitenziari. Tra i detenuti, qualcuno è stato trasferito a Biella, nonostante avesse avviato un percorso d’inclusione nel territorio con probabili lavori socialmente utili. “Quando sarà completato il trasferimento degli 80 detenuti - ha aggiunto Cruccolini - la condizione di emergenza sarà superata, ma poi bisognerà vedere quali sono gli ingressi giornalieri. Il numero di reati è aumentato per cui entrano molte più persone rispetto al passato. Se gli ingressi dovessero essere elevati, sarà preso in considerazione l’ipotesi di trasferire altri detenuti”.

Nelle ultime ore si sta lavorando anche al rimpatrio della salma del giovane detenuto suicida, il ventenne tunisino Fadi, che si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo, dopo aver bloccato la serratura della propria cella, dove in quel momento si trovava da solo. Disperata la madre del ragazzo, che si trova in Tunisia, dove sta circolando una voce infondata secondo cui si sarebbe trattato di un omicidio anziché di un suicidio. Poi, nei prossimi giorni, la salma sarà rimpatriata grazie al consolato tunisino che si sta occupando della questione.