di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 gennaio 2025
La proposta dell’ex assessore Biagi e dell’associazione Pantagruel: no demolizione. Otto anni di lavori e 34 milioni di euro di investimento. L’ex assessore all’urbanistica, architetto e volontario dell’associazione Pantagruel Gianni Biagi lancia un’ipotesi di lavoro per ristrutturare (e non demolire come chiesto dalla sindaca Sara Funaro) il carcere di Sollicciano, uno dei penitenziari più critici d’Italia e da anni in attesa di essere ammodernato. Nello specifico, Biagi, propone “una ristrutturazione radicale ma non la sua demolizione” perché “demolire un’infrastruttura importante è sempre un gesto estremo” e “ogni infrastruttura costituisce un capitale fisso sociale che è anche un valore economico”. Secondo Biagi, “la sua distruzione deve essere una scelta derivante dalla impossibilità di migliorarne la funzionalità”, ma “non è questo il caso del carcere di Sollicciano che ha spazi e dimensione per essere riorganizzato”.
È pur vero che sono già in corso alcuni interventi di ristrutturazione voluti dal ministero, come la manutenzione delle facciate e anche interventi di efficientamento energetico, con la sistemazione della copertura e l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli infissi. “Tuttavia - spiega Biagi - questi interventi, pur necessari, non modificano, se non marginalmente, le condizioni di vita dei detenuti”.
Ecco perché, il cuore dell’intervento auspicato, a cui ha collaborato anche il garante dei detenuti Eros Cruccolini, sarebbe quello di trasferire temporaneamente porzioni di detenuti accanto alla struttura principale di Sollicciano, ristrutturando due ali, ovvero “il grande spazio del magazzino oggi in disuso che è nell’area fra il carcere di Sollicciano e il carcere Gozzini” e poi, “adiacente al capannone, e collegato ad esso con un passaggio coperto, un secondo edificio più piccolo presumibilmente già utilizzato per uffici.
Quest’area si presta perfettamente per essere utilizzata come spazio volano per l’allestimento di un reparto di detenzione nuovo, realizzato secondo i canoni di una detenzione coerente con la Costituzione, che possa consentire poi di ristrutturare per parti l’attuale carcere di Sollicciano”. All’interno di quest’ultimo edificio, secondo l’ex assessore, “sarebbero ricavabili circa 80 alloggi di 25 mq, ciascuno dove poter allestire un posto letto, un bagno e doccia e un angolo cottura e tavolo per mangiare e scrivere”.
Si schierano contro la demolizione di Sollicciano anche la capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, e il consigliere di quartiere 1, Stefano Di Puccio: “Occorrono interventi immediati andando oltre la richiesta di demolizione e ricostruzione che non risolve i problemi”. Secondo Del Re e Di Puccio serve “nominare subito il nuovo garante dei detenuti, capire se sono stati fatti gli interventi di ristrutturazione necessari perché altrimenti occorre trasferire i detenuti. Per intervenire in tempi più rapidi sul sovraffollamento, potrebbe essere utile collocare i semiliberi altrove, anche utilizzando delle strutture del Ministero in città”.










