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di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 10 giugno 2022

L’Icam si farà, e si farà in tempi previ. La conferma arriva anche dal provveditorato all’amministrazione penitenziaria, che attraverso le parole della dirigente del Prap Angela Venezia, conferma la volontà politica di realizzare a Firenze l’istituto a custodia attenuata per detenute madri nella palazzina della Madonnina del Grappa a Rifredi.

“Mi auguro che i tempi per l’Icam siano maturi, anzi immediati - ha detto Venezia - Abbiamo preso rapporto con il nostro architetto affinché faccia un sopralluogo nella struttura. Dobbiamo verificarne le condizioni, partire da quanto esiste per migliorarla il più possibile con l’obiettivo di far dimenticare ai bambini figli di detenute che quella non è una struttura detentiva”. Il progetto dell’Icam a Firenze risale al 2010, quando fu firmato un protocollo da ministero della Giustizia, Regione (che stanziò 400 mila euro, poi diventati 700 mila), tribunale di Sorveglianza, Istituto degli Innocenti e Madonnina del Grappa per costruire l’istituto nel palazzo in via Fanfani di proprietà dell’ente ecclesiastico. Poi però il progetto si è inabissato, e i lavori non sono mai partiti. “Apprendiamo con soddisfazione la volontà del Provveditorato di portare avanti nella nostra palazzina un progetto che è fermo da oltre dieci anni - ha detto il presidente della Madonnina del Grappa e cappellano di Sollicciano Vincenzo Russo - I bambini devono crescere lontano dalle sbarre e l’Icam adesso diventa un’ipotesi finalmente reale, spero che i tempi per la realizzazione siano brevi”. Secondo il Comune, ci vorranno circa due anni per finire i lavori, che dovrebbero partire a settembre.

Nel frattempo, per allontanare i bambini dal carcere, dalla Regione arriva un progetto (per il prossimo biennio) che permetterà di accogliere nelle case famiglia già esistenti a Firenze tre detenute madri con i loro figli. Costo dell’operazione circa 140 mila euro. Le strutture saranno individuate da Palazzo Vecchio all’interno del Comune. “Bambini e bambine in carcere non ci devono stare - ha detto l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli - Questo progetto è un passo avanti importante per il rispetto dei loro diritti; e al tempo stesso per favorire il ripristino della rete di rapporti familiari in funzione dell’equilibrato sviluppo del minore, i percorsi di autonomia delle madri, il loro reinserimento sociale”.

“Si tratta di un progetto sperimentale in collaborazione con la Regione - ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali di Firenze Sara Funaro - che permette di dare una risposta ulteriore al tema della genitorialità in carcere. I bambini hanno il diritto di crescere in un ambiente idoneo alla loro età e non di reclusione. Noi vogliamo tutelarli e garantire loro un futuro sereno ed equilibrato”. Il progetto vede la collaborazione del garante dei detenuti Eros Cruccolini e del Coordinamento Pollicino.