di Sofia Danti
La Nazione, 8 novembre 2025
Al via l’undicesima edizione della rassegna di teatro in carcere Destini Incrociati, a cura del Teatro Popolare d’Arte e del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. “L’auspicio è quello di superare lo stigma del carcere e di generare ponti tra persone, ruoli, sensibilità. “Una rassegna che serve a sensibilizzare sul ruolo del teatro in carcere, per fare entrare le persone nei meccanismi pedagogici e didattici alla base del progetto”, afferma Francesco Giorgi, a capo della direzione organizzativa della Compagnia Teatro popolare d’arte.
È stata presentata venerdì 7 novembre, alla biblioteca delle Oblate, l’undicesima edizione di Destini Incrociati, la rassegna nazionale di teatro in carcere promossa dalla Compagnia Teatro popolare d’arte e dal Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, con il sostegno del ministero della Cultura e della Regione Toscana. “La Toscana è una regione che promuove in modo significativo esperienze di teatro in carcere. Ha ospitato la prima rassegna di Destini Incrociati, e adesso ospita quella di quest’anno”, ha affermato Michalis Traitsis, del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.
L’obiettivo della rassegna è quello di portare sulla scena la visione di spettacoli, video e presentazioni tutte incentrate sul lavoro del teatro in carcere, realizzato da persone ‘invisibili’, recluse in spazi non accessibili al pubblico, che, con questo progetto, si aprono alla visione di tutti. Da qui il nome dell’edizione 2025 intitolata “Le Città Visibili. L’arte del teatro sulla scena del carcere” - con la commissione artistica composta da Ivana Conte, Grazia Isoardi, Vito Minoia, Valeria Ottolenghi, Gianfranco Pedullà e Michalis Traitsis - che si svolgerà dal 12 al 15 novembre tra Firenze, Livorno e l’Isola della Gorgona.
Anche l’immagine della rassegna, realizzata dal designer Marco Capaccioli ribadisce questo concetto. Da una pietra della Gorgona escono fuori figure umane, gli interpreti degli spettacoli teatrali, che tornano a essere protagonisti per una possibilità di riscatto e di reinserimento nella società.
L’apertura ufficiale della rassegna è in programma mercoledì 12 novembre a Firenze, al Saloncino della Pergola, con l’incontro “Il senso del teatro in carcere”, che vedrà la partecipazione di studiosi e istituzioni, tra cui la regista americana Jean Trounstine, la prima ad aver sviluppato un progetto teatrale in un carcere femminile negli Stati Uniti. Seguirà la performance musicale “Innocentevasione” de I Cella Musica, band nata all’interno del carcere di Siena, composta da detenuti, personale esterno, agenti e musicisti professionisti.
La rassegna proseguirà poi tra Livorno e Gorgona con spettacoli, incontri, laboratori e una ricca documentazione video dedicata alle esperienze teatrali delle edizioni precedenti e al progetto Il Filo di Arianna, il secondo episodio di Labirinti guidato da Traitsis. Tra gli appuntamenti più attesi la rappresentazione dello spettacolo “La città invisibile” della Compagnia Teatro Popolare d’Arte all’Isola della Gorgona, che si terrà venerdì 14 novembre alle 11.30 alla Casa di Reclusione.
Il teatro come occasione di rinascita. È questa la direzione in cui si muove il progetto, proprio come sottolinea Giorgi: “Nella nostra esperienza di Gorgona iniziata nel 2019 abbiamo avuto occasione di vedere la crescita delle persone con cui abbiamo lavorato, soprattutto legata al fatto di uscire dal carcere come persone nuove. Spesso si pensa al carcere come un luogo dove abbandonare i reietti della società, ma in realtà è come se fosse un ospedale, dove si va per curarsi e tornare in salute. Il teatro è a tutti gli effetti una grandissima cura. Il nostro lavoro va in quella direzione lì”.
Vito Minoia, presidente del Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere: “L’auspicio è quello che manifestazioni di questo tipo possano essere utili a superare lo stigma del carcere e a generare ponti tra persone, ruoli, sensibilità al fine di vivere più consapevolmente una società inclusiva”.











