di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 3 gennaio 2020
Bonafede risponde all'appello da Sollicciano: "Massimo impegno per farli uscire". Un segnale di speranza per i bambini costretti a vivere dietro le sbarre di Sollicciano. "C'è la massima disponibilità e il massimo impegno per risolvere il problema" dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Un piccolo passo, il minimo indispensabile per dare speranza ai bambini che vivono dietro le sbarre del carcere di Sollicciano. Il ministro della Giustizia risponde all'appello del cappellano del penitenziario, don Vincenzo Russo, e di Massimo Lensi dell'associazione Progetto Firenze, che avevano chiesto al governo una svolta per l'apertura dell'Istituto di custodia attenuata per madri detenute (Icam), progetto fermo da dieci anni.
"Da parte mia e di tutto il ministero c'è e ci sarà la massima disponibilità e il massimo impegno per la soluzione del problema - dice Alfonso Bonafede, in passato candidato sindaco di Firenze per i 5 Stelle - Siamo pronti a interloquire con tutte le istituzioni per consentire che i bambini, attualmente sono due (4 secondo altre fonti, ndr) di cui uno di appena 4 mesi, vengano accompagnati in strutture pubbliche. La salvaguardia dei bambini è certamente la priorità".
Dunque nessun impegno formale da parte del ministro per la casa per le madri detenute, ma più genericamente per la salvaguardia dei piccoli costretti in carcere, riprendendo l'appello lanciato attraverso il Corriere Fiorentino dal direttore di Sollicciano Fabio Prestopino, che aveva chiesto l'intervento di un'associazione per far uscire i bambini dal penitenziario e far loro frequentare un asilo almeno per qualche ora al giorno. Anche Palazzo Vecchio, con l'assessore al welfare Sara Funaro, si era detto disponibile a lavorare affinché si realizzasse l'auspicio del direttore in attesa che si sblocchi la partita dell'Icam.
Risale al 2010 l'accordo tra Ministero, Regione e Comune per la realizzazione della casa per le madri detenute nella palazzina messa a disposizione dalla Madonnina del Grappa. Dopo dieci anni di stallo ancora nessun passo avanti sembra essere stato fatto, e la palazzina di via Fanfani affonda nel degrado. "A Firenze i tempi per l'apertura dell'Icam si sono dilatati all'infinito - ha detto Lensi di Progetto Firenze - Da quando furono compiuti i primi passi nel lontano 2006, poco è stato fatto di concreto: solo una lunga fila di rinvii a tempo illimitato, burocrazie e tante promesse. Siamo nel 2020 e l'unica struttura territoriale per i bambini e le loro madri detenute è tuttora il nido di Sollicciano".
Una struttura, quella per le detenute madri, che non ha mai visto la luce sia per questioni burocratiche e tecniche (tra cui una gara d'appalto sbagliata che è stata rifatta ex novo) sia per questioni prettamente più politiche.
"Invece cambierebbe molto - ha precisato Lens, che più volte ha fatto visita ai bambini in carcere - La ludoteca di Sollicciano è in mezzo alle sbarre e questo non favorisce la crescita dei bambini. L'Icam era in dirittura d'arrivo e improvvisamente si è bloccato. Il progetto deve andare in porto". Parole simili dal cappellano don Russo: "Stiamo continuando a giocare sulla pelle di bambini innocenti".










