di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 25 luglio 2024
Sanzione da 25 mila euro per lo stato del carcere e 90 giorni per sanarlo. Il Garante: inadempiente è il Dap. Per le condizioni degradanti in cui versa il carcere di Sollicciano è finita nel mirino del Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap) la direttrice Antonella Tuoni: multa da 25 mila euro e obbligo di sanare i problemi entro 90 giorni. Lei sostiene di non avere gli adeguati poteri che servono per questo compito. Dalla sua parte anche il garante Eros Cruccolini: “È una vergogna”.
La direttrice di Sollicciano, Antonella Tuoni, è stata sanzionata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria con 25 mila euro di ammenda per le condizioni degradanti del carcere fiorentino, dopo due ispezioni effettuate a giugno e a luglio. Non solo: il Dap le prescrive di sanare le inosservanze alle norme sull’igiene e la sicurezza sul lavoro entro 90 giorni. Le violazioni alle norme saranno inoltre comunicate alla procura di Firenze, con la conseguente apertura di un’indagine. Ma la direttrice continua a sostenere di non avere poteri adeguati per migliorare la situazione e che, in assenza di una vera ristrutturazione che parta dall’alto (più volte annunciata ma mai completata), Sollicciano non potrà migliorare. Un rimpallo di responsabilità che non giova né ai detenuti né agli agenti penitenziari.
Fra le prescrizioni del Dap alla direzione, come riportato da La Nazione, si chiede di “bonificare gli ambienti di lavoro, in particolare le pareti e le scale delle sezioni detentive del reparto giudiziario intrise di tracce presumibilmente ematiche e non solo”, ma anche “per quanto riguarda la presenza di insetti, cimici, blatte”. Si prescrive poi di ripristinare “l’agibilità dei corridoi, delle camere di pernottamento, dei locali comuni e del locale destinato a colloqui telefonici, anneriti a seguito di incendi”; di controllare l’impianto elettrico “rispetto alle gravi e diffuse infiltrazioni di umidità e muffe”; di “provvedere all’installazione di impianti di aerazione e di ricircolo dell’aria nelle postazioni agenti dei reparti detentivi”; di “incrementare il numero degli addetti al primo soccorso e addetti antincendio per ogni turno di servizio”.
Una questione su cui si inserisce anche il garante comunale dei detenuti, Eros Cruccolini, prendendo le difese della direttrice: “È un atto vergognoso scaricare sulla direttrice le responsabilità del degrado di Sollicciano. Sto valutando un esposto contro il Dap perché sono loro a essere inadempienti. La direttrice ha fatto quanto in suo potere, ma se non si riammoderna la struttura nulla cambierà mai”. Parole simili da Alessio Scandurra dell’associazione Antigone: “Presumo che la direttrice abbia più volte fatto presente al Dap i problemi di Sollicciano”.
Quel che è certo è che la direzione di Sollicciano non può decidere autonomamente di riammodernare una struttura carceraria, perché si occupa dell’ordinaria amministrazione e non di interventi straordinari, come le ristrutturazioni. Ma anche perché non ha neppure i mezzi per farlo, tanto più nel contesto di Sollicciano dove c’è bisogno di un investimento massiccio. Il ministero aveva stanziato 7 milioni, ma i lavori si sono bloccati dopoché erano state evidenziate infiltrazioni al reparto femminile.
Era stata la stessa direttrice, in un’intervista al Corriere Fiorentino, a sottolineare le responsabilità: “Il direttore di Sollicciano spende quanto gli viene assegnato dal provveditorato, ufficio regionale. I lavori di straordinaria manutenzione sono stati appaltati dal dipartimento nel 2020, all’indomani di una visita ispettiva che già allora certificava le pessime condizioni della struttura. Sono stati avviati al femminile, sempre nel 2020 ma a inizio 2023, a seguito di una mia segnalazione, sono stati poi sospesi poiché le infiltrazioni meteoriche non erano state eliminate e da allora, per quanto mi è dato sapere, sono ancora sospesi”.
E dunque, chi pagherà la sanzione arrivata dal Dap? Il pagamento in teoria spetta ad Antonella Tuoni, di tasca sua. Ma, secondo Scandurra, “è probabile che adesso la direttrice impugnerà la sanzione con tanto di documenti e richieste di lavori ufficiali trasmessi al Dap ma evidentemente mai realizzati o realizzati male”.











