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di Jacopo Storni

 

Corriere Fiorentino, 2 gennaio 2020

 

Bambini in carcere, da Sollicciano parte un appello al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede affinché si sblocchi la situazione dell'Icam, l'istituto a custodia attenuata per le detenute madri il cui progetto è stato ratificato nel 2010 da Ministero, Regione e Comune ma i cui lavori non sono mai partiti. A lanciarlo è l'associazione Progetto Firenze insieme al cappellano del penitenziario don Vincenzo Russo, che si rivolgono anche al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini.

"A Firenze i tempi per l'apertura dell'Icam si sono dilatati all'infinito - ha detto Massimo Lensi di Progetto Firenze - Da quando furono compiuti i primi passi nel lontano 2006, poco è stato fatto di concreto: solo una lunga fila di rinvii a tempo illimitato, burocrazie e tante promesse. Siamo nel 2020 e l'unica struttura territoriale per i bambini e le loro madri detenute è tuttora il nido del carcere di Sollicciano".

L'Icam, secondo l'iniziale progetto, doveva sorgere sulla palazzina di Rifredi donata gratuitamente dalla Madonnina del Grappa. Oggi però l'immobile, la cui gestione spetterebbe alla Società della Salute, affonda nel degrado e la gara d'appalto per iniziare la ristrutturazione non è stata fatta.

"Nel nostro ordinamento - ha proseguito Lensi - esiste una legge, la numero 62/2011, rivolta a favorire il rapporto tra madre e figlio minore, nel corso del processo penale e durante l'esecuzione della pena. Una legge dello Stato che contiene dei limiti e delle incertezze, certo, ma che a Firenze potrebbe essere applicata con facilità grazie alla disponibilità di una struttura di accoglienza e a una forte coesione politica territoriale". Secondo il cappellano don Russo, "da anni si continua a giocare sulla pelle dei bambini, farli crescere in carcere è gravissimo, oltre che incostituzionale". Nel frattempo, per migliorare le condizioni di vita dei bambini di Sollicciano, Palazzo Vecchio ha raccolto la proposta lanciata al Corriere Fiorentino del direttore del carcere Fabio Prestopino di portare all'asilo nido o in ludoteca i piccoli. "Stiamo lavorando a un progetto comune - ha detto l'assessore all'istruzione Sara Funaro - per permettere ai bimbi in carcere di vivere più tempo lontano dalle sbarre". Questo progetto però, secondo l'associazione Progetto Firenze, "non può che essere una misura temporanea".