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La Nazione, 6 luglio 2026

L’indicazione del Provveditorato toscano ai direttori finisce nel mirino della Uil “Tutto surreale, è una violazione premeditata e palese dei diritti umani”. “Pura follia”. Così il segretario regionale della Uil Fp polizia penitenziaria, Eleuterio Grieco, ha bollato l’indicazione del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, che ha chiesto ai direttori delle carceri toscane di usare anche brande e materassi a terra, in casi di emergenza, per accogliere i detenuti. La misura viene considerata “estrema e provvisoria”, mentre il sindacato la ritiene “surreale”.

“Il rispetto della dignità umana e la salute” è “costituzionalmente tutelato”, “nessuno può metterlo in discussione”, aggiunge Grieco per il quale la direttiva è “inaccettabile” anche perché “incide sul governo e le criticità degli istituti penitenziari” con il personale di polizia penitenziaria “chiamato a risponderne”.

La direttiva parte dalla constatazione che “con frequenza sempre maggiore, al momento dell’ingresso” di nuovi arrestati o fermati, “alcune direzioni esprimono il proprio diniego” ad accettarli perché mancano “posti disponibili”. “Questo ufficio - dice il Provveditorato - anche a seguito dell’improvvisa chiusura di 7 sezioni” del carcere di Sollicciano - a seguito del sequestro disposto dalla magistratura il 16 giugno per le condizioni delle celle - e del trasferimento dei detenuti che vi erano ospitati in altri penitenziari toscani, “non è più nelle condizioni di garantire il rispetto delle ordinarie capienze”.

Pertanto “si ribadisce” l’invito alle direzioni di accettare i nuovi arrestati utilizzando “tutti gli spazi disponibili” e se necessario “adottando ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema, per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra. Appena avuta la comunicazione dell’avvenuta sistemazione ‘di fortuna’ dell’arrestato”, Il Provveditorato promette di provvedere “alla regolarizzazione della situazione, individuando la soluzione organizzativa più idonea al fine di agevolare l’attività di ricezione nell’istituto stesso o in un altro limitrofo con capacità ricettiva, per quanto residua, registrata nella giornata stessa”.

“Invitiamo i direttori di carcere a condurre con noi una battaglia di civiltà non accettando detenuti nei penitenziari se non ci sono posti disponibili” e “invitiamo l’autorità giudiziaria ad avviare un’azione per accertare l’illecito poiché è palese e premeditata la violazione dei diritti umani”, afferma sempre Greco che, riguardo al trasferimento, previsto a scaglioni, dei circa 230 detenuti da Sollicciano per i sigilli alle celle, aggiunge: “Dopo i primi 66 subito trasferiti i successivi 44 che dovevano partire entro fine giugno per altri penitenziari toscani sono sempre nel carcere fiorentino: il problema è sempre quello della capienza”.