sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 15 luglio 2023

Il 47enne, con problemi mentali, ci aveva già provato. Sei morti in meno di un anno a Sollicciano. Il garante Fanfani: “Quel carcere è inumano, va chiuso. I lavori in corso? Resterà tutto uguale”. Sarebbe dovuto uscire in autunno dopo sei anni di carcere e invece T.R, detenuto marocchino di 47 anni, si è tolto la vita giovedì sera nella sua cella a Sollicciano. Aveva più volte minacciato il suicidio, spesso veniva visto con qualche filo o qualche piccola cordicella attorno alla gola, si era procurato vari tagli nel corpo per autolesionismo, aveva ingerito in passato delle pile stilo. Aveva problemi di salute mentale. Era stato più volte ricoverato in ospedale, dove però era lui stesso a rifiutare le visite. Un passato da muratore, aveva preso strade sbagliate ed era finito in arresto. Aveva una moglie marocchina e cinque figli, nati e cresciuti a Firenze.

Uno di loro, nei giorni scorsi, era andato a trovare il padre in carcere, lo aveva visto in condizioni drammatiche, lasciato andare a se stesso, aveva detto al padre di tirarsi su e aveva segnalato il problema agli agenti. Eppure suo padre si è lasciato andare, impiccandosi nel bagno della cella con un laccio artigianale attaccato alle inferriate. Nulla ha potuto il suo compagno di cella e neppure gli agenti che sono intervenuti poco dopo. È il sesto suicidio nel penitenziario fiorentino dall’inverno del 2022. Il nostro è uno degli istituti di pena con il più alto tasso di suicidi.

A comunicare ieri mattina la notizia di questo decesso è stato il sindacalista Antonio Mautone, segretario Uil Pa Polizia Penitenziaria di Firenze: “Purtroppo questo suicidio è solo l’ultimo di una serie di episodi analoghi che si sono verificati negli ultimi anni nell’istituto fiorentino, che verte in una situazione indegna per un paese civile. Proprio l’altro giorno abbiamo denunciato la presenza di blatte e che persistono ancora condizioni di insalubrità in tutti gli ambienti detentivi e di lavoro e in particolare dove alloggia il personale come le caserme”.

Già da tempo sono iniziati i lavori di ristrutturazione del carcere, anche se ci vorranno ancora mesi prima di portarli a compimento. A gennaio del 2022 l’ex ministra della giustizia Cartabia aveva stanziato 11 milioni per i lavori di ammodernamento della struttura, nonostante il sindaco Nardella più volte abbia chiesto demolizione e poi rifacimento. Secondo Mautone, i detenuti con fragilità estreme “dovrebbero essere maggiormente seguiti e aiutati nell’esecuzione del loro percorso detentivo e speriamo che l’evento di ieri indirizzi l’attenzione di tutte le figure preposte ad evitare altri suicidi”.

Secondo l’ex cappellano di Sollicciano don Vincenzo Russo, direttore dell’ufficio per la pastorale nelle carceri della diocesi, “corriamo il rischio di considerare i detenuti non più esseri umani, non è tollerabile che a Sollicciano ci siano stati 6 suicidi in meno di un anno, il rischio è che possano essercene altri”. Parole dure anche dal garante regionale Giuseppe Fanfani: “Sollicciano va chiuso perché è un luogo inumano. I lavori di ristrutturazione? Resterà uguale”.