di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 febbraio 2025
Suicidio nel carcere di Sollicciano a Firenze, a distanza di un giorno dal suicidio nel carcere di Prato. A perdere la vita è stato un detenuto romeno di 39 anni che era ancora in attesa di giudizio. L’uomo si è impiccato con un laccio rudimentale all’interno del bagno della sua cella, che aveva chiuso dall’interno. Ad accorgersi del suicidio, sia il compagno di cella che gli agenti penitenziari. Inutili sono stati i soccorsi. “Quello successo stamani è un’ennesima triste pagina dell’istituto fiorentino” - ha commentato Antonio Mautone, segretario generale territoriale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria di Firenze.
“Sono anni che denunciamo lo stato di totale abbandono dell’istituto sia da un punto strutturale che da un punto di vista assistenziale. È necessario intervenire immediatamente su una situazione ignorata da troppo tempo dalle istituzioni che aggrava ancora di più le condizioni di vita dei detenuti e degli stessi operatori che quotidianamente garantiscono l’ordine e la sicurezza all’interno della struttura. Speriamo vivamente che quello successo stamani sia l’ultimo triste evento da registrare nella struttura fiorentina poiché siamo fortemente convinti che all’interno delle carceri la vita debba essere tutelata e non persa”.
Proprio venerdì, nel corso del convegno “Il carcere: una istituzione al collasso”, è arrivato l’appello di Comune e Diocesi ad avere una direzione stabile nel penitenziario fiorentino, dove la direttrice Antonella Tuoni non ha ricevuto il rinnovo dell’incarico e dove si alternano direttori provvisori. Secondo l’assessore al sociale Nicola Paulesu, “la direzione stabile che non c’è è l’esempio di quello che significa non avere la possibilità di gestire una situazione e costruire percorsi e progetti. Sollicciano è parte della nostra città e se non ha una guida, se quindi l’amministrazione comunale non ha interlocutori, allora costruire dei percorsi è difficile, così come è difficile portare avanti progetti di rieducazione e reinserimento in uscita dal carcere”.
Per Paulesu, in ogni caso, “Sollicciano è una struttura che dovrebbe chiudere all’istante per le condizioni strutturali in cui versa, i detenuti dovrebbero essere portati da altre parti e dovrebbero avviarsi dei lavori radicali di ristrutturazione”. Secondo l’arcivescovo Gherardo Gambelli, “se c’è un progetto allora sarei favorevole alla chiusura altrimenti non avrebbe senso”, mentre sul caso della direzione mancante ha aggiunto: “La cosa più urgente è che ci sia una presenza capace di assicurare la garanzia di poter collaborare con le istituzioni presenti nel carcere”.










