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di Valentina Marotta

Corriere Fiorentino, 17 giugno 2026

Sotto accusa le condizioni degradanti del carcere fiorentino. Il Dap: 9 milioni per riqualificarlo. Infiltrazioni di acqua nelle celle, muffa sulle pareti, intonaco scrostato e animali infestanti nelle celle e nei bagni. Dopo i reclami dei detenuti, le decisioni del tribunale di sorveglianza di Firenze e le ispezioni della Asl, metà del carcere di Sollicciano finisce sotto sequestro. A firmare la decisione, senza precedenti in Italia, è il gip Alessandro Moneti che ha accolto la richiesta del procuratore capo Rosa Volpe e della pm antimafia Christine von Borries, ponendo i sigilli a tre sezioni del reparto penale (riservata ai reclusi con pena definitiva) ad altrettante della sezione giudiziaria (destinata a detenuti sottoposti a misura cautelare) e quella dell’Accoglienza.

L’inchiesta è per ora a carico di ignoti e ipotizza i reati di violazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Entro i prossimi due mesi circa 230 detenuti dovranno essere trasferiti, a scaglioni, in altri istituti.

A dare il via alle indagini, nel 2025, i ricorsi dei detenuti e le decisioni del tribunale di sorveglianza. Poi le indagini degli investigatori della squadra mobile di Firenze, del dipartimento di prevenzione igiene e sicurezza della Asl e della Guardia di finanza hanno sollevato, una volta di piu, il velo sulle drammatiche condizioni del carcere di Sollicciano. Per la Procura, si salungo rebbe dovuto assicurare che le celle, luoghi di lavoro per agenti della penitenziaria, medici infermieri, psichiatri volontari ma anche detenuti impegnati in progetti, “fossero abitabili secondo gli stessi requisiti previsti per le abitazioni civili”. In realtà, non sarebbero state erogate le risorse necessarie per le corrette opere di impermeabilizzazione delle facciate e di ristrutturazione interna. Da qui, l’umidità e le muffa, negli spazi destinati ai reclusi, nei bagni e le pareti e i soffitti dei corridoi. Nella sezione Accoglienza, 11 celle su 19 sono in pessime condizioni igienico sanitarie. Nel reparto giudiziario maschile, versano in situazione gravissima le sezioni 1,2 e 7 e in quello penale la 9, 10 e 12. Non solo. In molte celle, i cavi e le prese elettriche sono a vista, in barba alla normativa. E tutto ciò costituisce un grave pericolo per detenuti e personale.

Intanto il Dap, che ieri ha annunciato il sequestro di una parte di Sollicciano qualche minuto prima della Procura fiorentina, snocciola numeri e date. “Sono state risolte alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi”. Ma è necessario “un intervento di maggiore portata, ed è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025. Per questo lo scorso 15 maggio si è proceduto all’aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della casa circondariale. Per velocizzare i lavori - spiega in una nota il Dap - si sta valutando di anticiparne parte di essi, stralciando alcuni interventi prioritari dalla progettazione complessiva”.

“Quando si arriva al sequestro di alcune sezioni vuol dire che la situazione è arrivata oltre il limite - commenta la sindaca di Firenze Sara Funaro - Da tantissimo tempo riteniamo che il carcere di Sollicciano andrebbe chiuso, abbattuto e ricostruito. Le condizioni disumane che ci sono a Sollicciano non sono più tollerabili, oggi purtroppo ne abbiamo avuto la conferma. Il nostro auspicio è che possano essere prese a livello ministeriale delle decisioni drastiche e adeguate per avere dei luoghi che abbiano quel minimo di dignità che devono avere”. Incalza assessore al welfare di Palazzo Vecchio Nicola Paulesu: “Il provvedimento dell’autorità giudiziaria certifica una condizione che non può più essere affrontata con misure temporanee o promesse rinviate”. Il Pd, con il segretario fiorentino Federico Gianassi e quello regionale Emiliano Fosi, accusa i “fallimenti” del governo: “Ora basta fughe, il ministero ci metta la faccia”.